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Congresso del RN a Orléans: due libertà a confronto, la Repubblica deve garantirle entrambe

Il Rassemblement national tiene questo fine settimana a Orléans, sotto misure di sicurezza molto rafforzate, il congresso che deve rieleggere Jordan Bardella e lanciare la campagna presidenziale di Marine Le Pen. Di fronte, un'ampia coalizione di sinistra manifesta sabato, mentre il corteo previsto per domenica è stato vietato dal prefetto.

Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Di La Rédaction LSRPubblicato il 24 ottobre 2026 alle ore 06:28· 5 min di lettura
Jordan Bardella, président du Rassemblement national, lors d'un déplacement de campagne à Belfort, le 23 mars 2024.
Jordan Bardella, président du Rassemblement national, lors d'un déplacement de campagne à Belfort, le 23 mars 2024. — Credito : Photo : Thomas Bresson, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Orléans vive questo fine settimana al ritmo di un doppio evento. Il Rassemblement national vi tiene il suo XIX congresso, sabato 24 e domenica 25 ottobre, mentre un'ampia coalizione di sindacati, associazioni e partiti di sinistra manifesta contro la sua presenza. Tra i due, lo Stato ha schierato un dispositivo di sicurezza raramente visto per una riunione di partito.

I fatti

Secondo il sito ufficiale del partito, la giornata di sabato deve rendere noti i risultati del voto interno, svoltosi online fino al 22 ottobre, per eleggere il presidente e i membri del Consiglio nazionale. Domenica il RN annuncia il primo grande comizio della sua campagna presidenziale. Come riferiscono LCP e Le JDD, Jordan Bardella è l'unico candidato alla propria successione. Le JDD precisa che domenica sono previsti tre oratori sul palco: Éric Ciotti, Jordan Bardella e Marine Le Pen. LCP parla di circa 5.000 partecipanti sabato e 10.000 domenica.

Di fronte al congresso, il corteo di sabato mattina riunisce una cinquantina di organizzazioni secondo LCP, una settantina secondo Politis, su iniziativa della CGT. Secondo l'AFP, la prefettura prevede tra 20.000 e 30.000 persone. Domenica, invece, il prefetto del Loiret, Hugues Moutouh, ha vietato qualsiasi manifestazione a Orléans invocando rischi di violenze. Politis e Mag'Centre indicano che è stato presentato un ricorso al tribunale amministrativo; la sua decisione non era nota al momento in cui scriviamo.

Il contesto nazionale pesa molto. Dopo la giornata del 17 ottobre contro il caro vita, segnata da saccheggi, l'AFP riferisce di 70.000 poliziotti e gendarmi mobilitati questo sabato in tutto il paese.

Una candidata condannata, un presidente contestato

Questo congresso si apre su un doppio sfondo giudiziario e mediatico. Marine Le Pen è stata condannata in appello il 7 luglio 2026 nel caso degli assistenti parlamentari europei. Come spiega Toute l'Europe, la parte effettiva della sua ineleggibilità è già stata scontata, il che le consente di candidarsi nell'aprile 2027. Ha presentato ricorso in Cassazione, e la Corte di Cassazione ha indicato di voler decidere prima del primo turno.

Jordan Bardella, dal canto suo, affronta la rielezione sotto il peso delle rivelazioni di Mediapart. Il 28 settembre il giornale ha pubblicato messaggi antisemiti inviati su Facebook tra il 2013 e il 2015, che gli attribuisce. Secondo Public Sénat, Mediapart afferma di averne stabilito l'esistenza grazie a un'estrazione di dati effettuata da Meta. Euronews riferisce che il 9 ottobre il giornale ha pubblicato nuovi elementi di riscontro. Jordan Bardella contesta fermamente questi scritti, parla di falsi e ha annunciato querele per diffamazione. Nessuna decisione giudiziaria ha, per ora, risolto la controversia.

Le posizioni in campo

Il RN denuncia un tentativo di ostacolare la vita democratica di un partito. Secondo LCP, Marine Le Pen afferma di non avere preoccupazioni, e il deputato Laurent Jacobelli si dice sereno, assicurando di aver ricevuto garanzie dallo Stato. L'argomento merita di essere ascoltato: il RN dispone di un gruppo parlamentare di primo piano, e la libertà di riunione non si divide.

Gli organizzatori della contromanifestazione, dal canto loro, rivendicano il diritto di esprimere il proprio rifiuto di un partito che ritengono contrario ai valori repubblicani. Politis riporta il loro desiderio di essere visti e ascoltati dai sostenitori del RN. Manuel Bompard, per LFI, ha invitato secondo LCP a manifestazioni "pacifiche e non violente". Il ministro dell'Interno, Laurent Nuñez, teme da parte sua che il corteo di domenica cerchi di disturbare il comizio.

L'analisi

Due libertà fondamentali si fronteggiano a Orléans, e la Repubblica deve garantirle entrambe. Un partito ha il diritto di riunirsi, anche quando si combattono le sue idee. I cittadini hanno il diritto di manifestare, anche contro quel partito. Il ruolo dello Stato non è scegliere tra le due, ma rendere possibile la loro convivenza.

Per questo il divieto generale di domenica solleva interrogativi. Il rischio di disordini è reale: secondo Politis, la prefettura parla di quasi 2.000 individui "radicali". Ma un divieto totale resta una misura pesante, che il giudice amministrativo controlla proprio perché limita una libertà pubblica. Inquadrare, filtrare, mettere in sicurezza i dintorni del sito: è la via più conforme alla nostra tradizione.

Bisogna anche dirlo chiaramente: non si combatte il RN impedendogli di parlare. Qualsiasi violenza contro i suoi militanti sarebbe una colpa morale e un regalo politico. La destra gollista ha sempre tenuto una linea semplice di fronte all'estrema destra: combatterla con il voto e con le idee, mai con la forza.

Resta la sostanza. Il RN spera di trarre vantaggio da una rabbia sociale, quella del caro vita, che i partiti di governo non hanno saputo placare. Non è gridando al pericolo che si risponderà ai francesi che faticano ad arrivare a fine mese, ma offrendo loro salari dignitosi, servizi pubblici presenti e una fiscalità giusta.

E adesso?

A sei mesi dalle presidenziali, il RN vuole fare di Orléans la vetrina di un partito pronto a governare. I suoi avversari vogliono dimostrare che una parte del paese rifiuta questa prospettiva. Entrambe le iniziative sono legittime se restano pacifiche. La questione decisiva è altrove: le forze repubblicane sapranno opporre al RN qualcosa di più di uno sbarramento, cioè un progetto capace di rispondere alla rabbia che lo alimenta?

Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.

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L'autore

La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.