Congresso del RN, il seguito: Bardella acclamato, Mediapart fischiato, la campagna si apre sotto tensione
Unico candidato, Jordan Bardella è stato rieletto sabato alla guida del Rassemblement national con il 98,98 % dei voti, prima che Marine Le Pen lanci la sua campagna domenica a Orléans. Una squadra di Mediapart, fatta brevemente uscire dalla sala, ricorda che un partito che punta all'Eliseo dovrà anche garantire la libertà di stampa.
Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Il Rassemblement national voleva fare del suo congresso di Orléans una dimostrazione di unità a sei mesi dall'elezione presidenziale. La prima giornata, sabato 24 ottobre, ha dato il risultato atteso, ma anche un'immagine che dice molto del clima della campagna che si apre.
I fatti
Secondo Euronews, Jordan Bardella, unico candidato alla propria successione, è stato rieletto presidente del partito con il 98,98 % dei voti espressi, ossia 75.497 voti contro 779 schede bianche. Il voto elettronico era aperto agli iscritti dal 21 settembre al 22 ottobre, con un'affluenza vicina al 68 %. Davanti ai militanti riuniti allo Zénith, ha fissato la rotta senza giri di parole.
Avrò bisogno di voi (...) per portare Marine Le Pen all'Eliseo — Jordan Bardella, citato da Euronews
Secondo il dispaccio dell'AFP ripreso, tra gli altri, da Orange e Boursorama, il presidente del RN ha invitato i suoi al «sangue freddo» di fronte ad avversari che, a suo dire, «legittimano la violenza». È anche tornato sulle accuse di scritti antisemiti che lo riguardano dalla fine di settembre e che respinge. Marine Le Pen terrà domenica il suo primo grande comizio di campagna, in una sala da 10.000 posti.
Poco prima dell'ingresso dei due dirigenti, una squadra di Mediapart è stata presa di mira da alcuni militanti e fischiata dalla sala, prima di essere fatta uscire brevemente dal servizio di sicurezza del partito, come riferiscono franceinfo, BFMTV e La Libre. Secondo franceinfo, i giornalisti hanno poi potuto rientrare al congresso. Il contesto chiarisce la scena: come ricorda Public Sénat, il 28 settembre Mediapart ha pubblicato messaggi antisemiti risalenti al periodo 2013-2015 che attribuisce a Jordan Bardella, basandosi, secondo la testata, su un'estrazione effettuata da Meta. L'interessato contesta «formalmente» questi elementi e ha annunciato nuove azioni legali contro il giornale. Spetterà alla giustizia decidere.
Fuori, la contromanifestazione si è svolta nella calma. Le cifre variano a seconda delle fonti: 11.000 persone secondo la prefettura stando a Euronews, 13.000 secondo le autorità stando all'AFP, 26.000 secondo gli organizzatori. Sono stati mobilitati quasi 3.000 agenti di polizia e gendarmi, e il ministro dell'Interno, Laurent Nuñez, ha ritenuto, secondo l'AFP, che qui «si gioca un po' la campagna che verrà».
Le posizioni in campo
Per il RN, questo risultato senza rivali è la prova di un partito unito, disciplinato, pronto a governare. Invocando il «sangue freddo», il suo presidente contrappone la calma dei suoi militanti ad avversari che accusa di legittimare la violenza. Il partito può inoltre contare sui sondaggi citati dall'AFP, che vedono Marine Le Pen nettamente in testa sia al primo sia al secondo turno. Sulla vicenda degli scritti, Jordan Bardella contesta sia le prove sia le fonti del giornale.
A sinistra, i responsabili presenti nel corteo hanno fatto un discorso ben diverso. Secondo Euronews, Olivier Faure (PS) ha giudicato il RN «responsabile» di un clima «deleterio, razzista e xenofobo», all'indomani della sparatoria mortale vicino a Trappes, e Sophie Binet (CGT) ha affermato che non c'è nemico peggiore per i lavoratori dell'estrema destra. Si tratta di giudizi politici; l'inchiesta sulla sparatoria di Trappes, affidata alla procura nazionale antiterrorismo, dovrà stabilire i moventi esatti del suo autore.
L'analisi
Un 98,98 % senza avversari non è una sorpresa, è una scelta organizzativa. Il RN ha fatto della verticalità il suo marchio di fabbrica. Vi si può vedere efficienza; ci si può anche chiedere quale spazio resti al dibattito interno in un partito che aspira a guidare il paese. Le grandi famiglie politiche della Quinta Repubblica, gollisti compresi, hanno sempre conosciuto correnti e confronti. Non era una debolezza, era un respiro democratico.
L'episodio di Mediapart pone una questione più grave. Un partito ha il diritto di contestare un articolo, di giudicarlo falso, di rivolgersi ai tribunali. È anzi la via normale in uno Stato di diritto. Ma fischiare una redazione e farla uscire, anche brevemente, da un evento che era venuta a seguire è un'altra cosa. La libertà di stampa non si divide a seconda che i giornalisti piacciano o meno. Un movimento che si dice pronto per l'Eliseo dovrà domani proteggere il lavoro delle redazioni che lo disturbano.
Infine, l'accostamento della giornata dice l'essenziale. Mentre il RN celebrava la sua unità, centinaia di migliaia di francesi sfilavano altrove contro il caro vita, secondo la CGT e i partiti di sinistra. Salari, alloggio e servizi pubblici sono al centro della rabbia sociale. Il RN ha presentato un controbilancio, ma il dibattito sul suo finanziamento è in gran parte ancora da fare. È su questo terreno, quello della giustizia sociale e della coesione nazionale, che i repubblicani di ogni sensibilità devono rispondergli, piuttosto che con la sola indignazione.
Conclusione
La campagna presidenziale comincia davvero questo fine settimana a Orléans. Non deve giocarsi nella paura, né nella strada, né nell'ostilità verso i giornalisti. Una proposta semplice: che tutti i candidati si impegnino pubblicamente, entro la fine dell'anno, a garantire l'accesso di tutte le redazioni ai loro comizi, senza distinzioni. Chi accetterà di firmare?
Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.
L'autore
La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.
