Coprifuoco per i minori, blocchi annunciati per martedì: i giovani attendono una risposta, non solo un'ordinanza
Per questa terza giornata di mobilitazione, diversi prefetti hanno imposto il coprifuoco ai minori non accompagnati, mentre le organizzazioni studentesche delle superiori chiamano a nuovi blocchi da martedì. Proteggere l'ordine pubblico è un dovere, ma una generazione non si governa a colpi di ordinanze.
Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Questo sabato 31 ottobre, terza giornata di mobilitazione sociale in tre settimane, una parte della gioventù francese trascorre la notte in un regime d'eccezione. In diversi dipartimenti, i prefetti hanno istituito il coprifuoco per i minori non accompagnati. E mentre la piazza trattiene il fiato, le organizzazioni studentesche delle superiori annunciano già il seguito: nuovi blocchi a partire da martedì.
I fatti
Nelle Bocche del Rodano, riferisce il sito Made in Marseille, la prefettura di polizia ha emanato cinque ordinanze che riguardano Marsiglia, Aix-en-Provence, Arles, Aubagne e altri comuni. I minori di 18 anni da soli non possono circolare sulla pubblica via tra le 23 e le 5, entro perimetri delimitati, per tre notti, dal venerdì al lunedì mattina. Le manifestazioni non dichiarate sono vietate intorno al Vieux-Port, alla Canebière e a nove centri commerciali.
Nella Loira Atlantica, secondo Saint-Nazaire Infos, il prefetto Laurent Hottiaux ha vietato ogni assembramento nei centri di Nantes e Saint-Nazaire e intorno a diverse zone commerciali, dalle 10 di sabato alle 6 di domenica. Un coprifuoco riguarda i minori non accompagnati in alcuni quartieri delle due città, dalle 20 alle 6. Il prefetto ritiene la giornata e la serata "ad alto rischio", temendo che dei facinorosi si uniscano ai cortei con il pretesto di Halloween.
Queste misure non sono le prime. Già il 23 ottobre, secondo Hérault Tribune, la Ligue des droits de l'Homme e il Syndicat des avocats de France contestavano davanti al tribunale amministrativo di Montpellier un coprifuoco analogo imposto ai minori dell'Hérault.
Sul fronte studentesco, il movimento non si indebolisce. Marius Mesnil, cosegretario generale della Union syndicale lycéenne, ha invocato su BFMTV nuovi blocchi a partire da martedì, accusando il governo di organizzare il caos. Le organizzazioni giovanili preparano anche lo sciopero intercategoriale di giovedì 5 novembre, ricorda LCP.
Le posizioni in campo
Il governo rivendica una doppia risposta. Sull'ordine pubblico, l'AFP riportava a metà ottobre un bilancio del ministero dell'Interno che contava quasi 900 agenti di polizia e gendarmi feriti dall'inizio del movimento, e il primo ministro Sébastien Lecornu aveva allora descritto una mobilitazione diventata, a suo avviso, un movimento di violenza urbana. Il parziale saccheggio di un liceo di Lormont, vicino a Bordeaux, con danni stimati ad almeno 250.000 euro secondo l'AFP, ha colpito l'opinione pubblica.
Nel merito, l'esecutivo ha presentato il 26 ottobre una serie di misure, illustrate da Public Sénat: annullamento di 836 tagli di posti nella scuola secondaria, 500 posti di infermieri, psicologi e assistenti sociali, classi di seconde limitate a 28 alunni entro due anni, 15.000 posti in più nell'istruzione superiore e sostituzione di Parcoursup nel 2028. Il ministro dell'Istruzione Édouard Geffray difende una risposta che giudica, secondo Public Sénat, "più democratica dei mortai".
Le organizzazioni degli studenti delle superiori e universitari, dal canto loro, chiedono dieci misure per un costo di 10 miliardi di euro, tra cui un piano d'emergenza per l'edilizia scolastica. Secondo LCP, hanno mal digerito che alcuni influencer fossero ricevuti a Matignon prima di loro. Il vicepresidente di Les Lycéens !, Louis Letoublon, ha giudicato i 15.000 posti al limite della presa in giro.
Al Senato, la critica attraversa gli schieramenti. Il senatore LR Max Brisson parla di un "buon rattoppo", comprensibile vista la mancanza di margini, mentre la socialista Colombe Brossel accoglie con favore l'annullamento dei tagli ma denuncia delle "mezze misure".
Non si può vietare una manifestazione con la motivazione che, in passato... — Sophie Mazas, avvocata della LDH
L'analisi
Nessuno contesta che lo Stato debba proteggere i negozi, i beni pubblici e le persone. Le violenze commesse ai margini dei cortei sono reali e devono essere perseguite. Ma un coprifuoco rivolto a un'intera fascia d'età non è una misura di poco conto. Tratta ogni adolescente come un potenziale sospetto, quando la stragrande maggioranza degli studenti mobilitati manifesta pacificamente per cose concrete come edifici scolastici dignitosi o un orientamento meno opaco.
La tradizione gollista ha sempre tenuto insieme l'autorità dello Stato e il dialogo con la Nazione. L'autorità senza ascolto diventa gestione della crisi; l'ascolto senza mezzi diventa comunicazione. Ed è proprio la questione dei mezzi a bloccare: come osserva il senatore centrista Laurent Lafon, l'unico vero margine del governo passa per il bilancio, e la sostituzione di Parcoursup richiede una legge per la quale non c'è alcuna maggioranza garantita.
Le Monde descrive un esecutivo che cerca leve di fronte alla sedimentazione delle collere. Eppure la leva esiste: si chiama investimento nella scuola pubblica. Le misure del 26 ottobre vanno nella giusta direzione, ma restano al di sotto dell'urgenza descritta dagli studenti stessi, in particolare sullo stato degli edifici.
E adesso?
La Repubblica non può rispondere ai suoi giovani soltanto con ordinanze prefettizie. Una proposta semplice: inserire nella legge di bilancio 2027, attualmente in discussione all'Assemblea nazionale, una legge di programmazione pluriennale per la ristrutturazione dell'edilizia scolastica, negoziata con gli enti locali e le organizzazioni studentesche. Sarebbe un impegno verificabile, al di là degli annunci. La domanda resta aperta: il governo saprà trasformare questa crisi in un patto con una generazione, piuttosto che in un braccio di ferro?
Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.
L'autore
La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.
