Dopo il 17 ottobre, lo Stato deve ristabilire l'ordine e la verità
Davanti all'Assemblea, Sébastien Lecornu ha riconosciuto un dispositivo «troppo statico» il 17 ottobre e ha promesso uno schieramento «massiccio» per sabato. Ma la polemica aperta da Mediapart sul ruolo dell'intelligence pone una questione che va oltre l'ordine pubblico: quella dell'imparzialità dello Stato.
Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese
Ci sono sedute di interrogazioni al governo che somigliano a un rituale, e altre che impegnano lo Stato. Quella di martedì 20 ottobre appartiene alla seconda categoria. Tre giorni dopo una giornata di mobilitazione degenerata in violenze e saccheggi in diverse grandi città, il primo ministro ha dovuto rispondere sia dell'ordine pubblico sia della parola pubblica.
I fatti
Sabato 17 ottobre, la mobilitazione partita dai licei, che chiedono supplenze per i professori, mezzi e la ristrutturazione degli istituti, ha riunito circa 550.000 persone secondo il ministero dell'Interno, stando al bilancio pubblicato da L'Express. I cortei pacifici sono stati seguiti da scontri e saccheggi, in particolare a Parigi, Marsiglia, Lione, Lilla e Limoges. Un manifestante è morto a Parigi per arresto cardiorespiratorio, secondo la prefettura di polizia. Il ministro della Giustizia ha annunciato martedì 123 persone incarcerate e una cinquantina di inchieste giudiziarie aperte, riferisce l'AFP.
Nel pomeriggio, davanti all'Assemblea nazionale, Sébastien Lecornu ha promesso che il dispositivo di polizia previsto per la nuova giornata di sabato 24 ottobre sarà «massiccio». Ha riconosciuto, secondo l'AFP, che quello del 17 era stato «troppo statico» e «non abbastanza mobile». Il ministro dell'Interno, Laurent Nuñez, ha annunciato una dottrina rivista in termini di effettivi e di reattività. Secondo i24NEWS, militari dell'operazione Sentinelle sarebbero impiegati in missioni di sorveglianza statica per liberare poliziotti e gendarmi. Restano in vigore coprifuoco localizzati, a Lione, Marsiglia, Lilla o Parigi. In mattinata, i gruppi dell'Assemblea hanno concordato la creazione di una commissione d'inchiesta sulle violenze e sulla gestione dell'ordine pubblico, secondo l'AFP.
Una polemica sul ruolo dell'intelligence
A questo dossier di sicurezza si aggiunge una questione più grave per le nostre istituzioni. Lunedì sera Mediapart ha pubblicato scambi scritti datati 18 ottobre in cui un commissario dell'intelligence territoriale afferma che gli sarebbe stato chiesto di scrivere che La France insoumise era dietro il movimento. Secondo il sito, questo funzionario riteneva tale affermazione oggettivamente falsa. Il ministero dell'Interno smentisce di aver dato una simile indicazione, e il primo ministro ha risposto in aula che queste accuse erano false.
È impensabile che un governo possa dare simili istruzioni. — Sébastien Lecornu, citato dall'AFP
Altri elementi invitano tuttavia alla prudenza sull'attribuzione delle violenze. Interpellata su TF1, la procuratrice di Parigi, Laure Beccuau, ha dichiarato di non poter confermare che gli autori delle violenze parigine fossero legati all'ultrasinistra, descrivendo soprattutto persone poco note, riferisce Blick. Un responsabile sindacale della polizia citato da Mediapart stima l'ultrasinistra a circa un quinto dei rivoltosi. Al contrario, un uomo noto dell'ultrasinistra è stato fermato martedì nell'inchiesta sull'incendio del municipio di Limoges, secondo l'AFP. Manuel Bompard ha annunciato di voler adire la Corte di giustizia della Repubblica.
Le posizioni in campo
Il governo difende una linea chiara: gruppi organizzati hanno pianificato le violenze, e la Repubblica non può tollerare gruppuscoli che minacciano le sue istituzioni. Sostiene inoltre che LFI avrebbe una responsabilità morale e politica, secondo Sud Radio, per la presenza dei suoi eletti nei cortei. Questo argomento non è assurdo: una forza politica che chiama alla piazza deve preoccuparsi di ciò che vi accade. Il presidente del Senato, Gérard Larcher, si è spinto fino a ritenere che la questione dello scioglimento di LFI potesse essere posta, secondo franceinfo.
La sinistra, dal canto suo, contesta l'indicazione di un colpevole prima che la giustizia abbia accertato i fatti, e ricorda che la rabbia dei liceali poggia su rivendicazioni concrete. I sindacati indicono una nuova giornata il 5 novembre. Perfino la CFDT, poco sospettabile di radicalismo, ritiene su France Inter, secondo l'AFP, che il potere stia pagando dieci anni di verticalità.
L'analisi
Il gollismo ha sempre tenuto insieme due cose: l'autorità dello Stato e l'imparzialità dello Stato. La prima impone di proteggere i negozi, i municipi e le persone, e di perseguire i facinorosi. Su questo punto non c'è un dibattito serio. La seconda impone che i servizi di intelligence descrivano la realtà, e non ciò che fa comodo a una parte. Se gli scambi pubblicati da Mediapart dovessero essere confermati, sarebbe una violazione del patto repubblicano. Se non lo fossero, il governo avrebbe tutto l'interesse a dimostrarlo.
Ipotizzare lo scioglimento di un partito rappresentato in Parlamento, in piena crisi e prima di qualsiasi decisione giudiziaria, ci sembra rispondere a una logica pericolosa. Non si combatte la tentazione della piazza chiudendo i canali della rappresentanza.
Resta l'essenziale, che il clamore rischia di cancellare: dei liceali chiedono professori davanti alle loro classi ed edifici dignitosi. L'ordine pubblico non risponderà a questa richiesta. Uno Stato forte è anche uno Stato che mantiene le sue promesse nei servizi pubblici.
Conclusione
La commissione d'inchiesta parlamentare è una buona notizia, a condizione che vada fino in fondo. Proponiamo che possa ascoltare i dirigenti dell'intelligence territoriale e che la delegazione parlamentare per l'intelligence esamini le note prodotte intorno al 17 ottobre. E se, parallelamente, il governo aprisse già mercoledì, con i sindacati, un vero piano per i licei? L'ordine si ristabilisce con la forza pubblica. La fiducia, invece, si ristabilisce solo con la verità e la giustizia.
Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.
L'autore
La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.
