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Bilancio 2027, seguito: Amiel promette di finanziare il piano per i giovani, resta da dire con quali entrate

I deputati hanno ripreso martedì l'esame del bilancio 2027, il giorno dopo un piano per liceali e studenti universitari stimato tra 5 e 6 miliardi di euro. Il ministro dei Conti pubblici indica la lotta all'ottimizzazione fiscale dei più ricchi per finanziarlo, senza ancora quantificarla.

Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Di La Rédaction LSRPubblicato il 27 ottobre 2026 alle ore 15:35· 4 min di lettura
L'hémicycle de l'Assemblée nationale, au Palais Bourbon, à Paris (2013).
L'hémicycle de l'Assemblée nationale, au Palais Bourbon, à Paris (2013). — Credito : Photo : Sunala, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Il giorno dopo gli annunci di Matignon a favore di liceali e studenti universitari, i deputati hanno ripreso martedì 27 ottobre l'esame del disegno di legge di bilancio per il 2027. Secondo Libération, i dibattiti si svolgono senza grande entusiasmo, poiché il testo sembra avere poche possibilità di essere approvato così com'è. Una domanda domina tuttavia l'emiciclo: chi pagherà il piano per i giovani?

I fatti

Lunedì 26 ottobre, dopo un mese di mobilitazione dei liceali, il governo di Sébastien Lecornu ha presentato una serie di misure. Secondo Public Sénat, prevedono 15.000 posti aggiuntivi nell'istruzione superiore, soprattutto nei BTS, negli IUT e negli studi sanitari; un tetto di 28 alunni per classe di "seconde" applicato dal 2027 nella metà meno favorita degli istituti, poi ovunque nel 2028; l'annullamento di 836 tagli di posti nella scuola secondaria e la creazione di 500 posti; oltre a 300 posti di infermieri e psicologi. È stato annunciato anche un piano da 5 miliardi di euro per gli edifici, di cui 4 miliardi in prestiti a tasso agevolato per gli enti locali e 1 miliardo per le università. Le borse di studio saranno indicizzate all'inflazione, per un costo stimato di 40 milioni di euro. Parcoursup dovrà cambiare dalla prossima campagna prima di essere sostituito nel 2028.

Secondo Le Figaro, l'insieme rappresenterebbe uno sforzo da 5 a 6 miliardi di euro. Martedì mattina su TF1, il ministro dell'Azione e dei Conti pubblici, David Amiel, ha fissato il quadro. Come riferisce l'AFP, considera "intangibile" l'obiettivo di riportare il deficit pubblico al 5 % del PIL nel 2027 e ritiene che queste nuove spese dovranno essere compensate da sforzi supplementari. Rifiuta, dice, di

"promettere con una mano ai giovani e con l'altra strangolarli con il debito" — David Amiel, su TF1

Per trovare queste entrate, il ministro ha aperto una pista: rafforzare la lotta contro gli abusi di ottimizzazione fiscale, in particolare su alcune agevolazioni fiscali di cui beneficiano i più ricchi. Secondo l'AFP, queste disposizioni figurano già nel testo iniziale, ma non ha precisato né i dispositivi interessati né il gettito atteso.

Le posizioni in campo

Il governo difende una linea di responsabilità di bilancio. All'apertura dei dibattiti, il 13 ottobre, David Amiel aveva definito il testo un "bilancio di salvaguardia", secondo LCP, spiegando che si poteva discutere del modo di risparmiare, ma non dell'importo. Il disegno di legge prevede circa 43 miliardi di euro di risparmi aggiuntivi. Questo argomento merita di essere preso sul serio: il peso del debito grava sui margini dello Stato, e una gioventù a cui si lasciassero conti deteriorati non sarebbe servita meglio.

Le organizzazioni giovanili giudicano tuttavia lo sforzo troppo limitato. La Union étudiante parla in un comunicato di annunci "largamente insufficienti" e ricorda di chiedere 250.000 posti nell'istruzione superiore, lontano dai 15.000 promessi. Invita a manifestare il 31 ottobre e il 5 novembre. Secondo Le Figaro, La France insoumise definisce le misure una "truffa" e chiede un voto su Parcoursup al termine del dibattito senza voto previsto mercoledì all'Assemblea. I socialisti, che il 13 ottobre avevano sostenuto senza successo una mozione di rigetto del bilancio, rimproveravano già al governo, secondo LCP, di rifiutare di aumentare il contributo dei più ricchi. Il Rassemblement national, che aveva votato contro quella mozione, giudica anch'esso il bilancio "cattivo" ma ha scelto di discutere.

L'analisi

La posizione del ministro contiene un passo avanti da salutare: il governo lega esplicitamente una spesa sociale a uno sforzo chiesto ai contribuenti più agiati anziché a nuovi tagli ai servizi pubblici. È un cambio di tono, coerente con un'esigenza elementare di giustizia.

Ma una pista non è un finanziamento. Finché le agevolazioni interessate, il loro gettito e il calendario restano vaghi, il rischio è duplice. Se le entrate promesse non arrivano, la regola del 5 % costringerà a tagliare altrove, forse nella scuola o nell'università stesse. E se il piano si basa soprattutto su prestiti agli enti locali, come indica Public Sénat per 4 dei 5 miliardi del capitolo immobiliare, saranno le regioni e i dipartimenti a sostenere una parte dell'onere.

La tradizione gollista ha sempre tenuto insieme due esigenze: lo Stato deve tenere in ordine i conti e deve mantenere la parola data alla Nazione, a cominciare dai suoi giovani. Una promessa fatta ai liceali in piazza e finanziata con entrate incerte indebolirebbe entrambe allo stesso tempo.

Conclusione

Il dibattito sul bilancio offre un'occasione rara: trasformare una rabbia sociale in una scelta fiscale assunta. Il governo potrebbe presentare già questa settimana, con un emendamento, l'elenco preciso delle agevolazioni che intende ridurre e l'importo atteso, affinché ogni euro promesso ai giovani sia coperto da un'entrata identificata. Le opposizioni, dal canto loro, avrebbero tutto l'interesse a giudicare questo piano nel merito anziché respingerlo in blocco. Resta una domanda: il Parlamento saprà, in un emiciclo senza maggioranza, fare della giustizia fiscale il punto di compromesso che lo scorso anno era stata la riforma delle pensioni?

Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.

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L'autore

La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.