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Bulgaria: Iotova favorita, il mar Nero sullo sfondo, l'Europa di fronte a una prova di coesione

I bulgari eleggono il loro presidente questa domenica, dopo attacchi con droni contro navi al largo delle loro coste. La presidente uscente, favorevole al dialogo con Mosca, parte favorita contro un candidato filoeuropeo, con un probabile ballottaggio il 1° novembre.

Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Di La Rédaction LSRPubblicato il 25 ottobre 2026 alle ore 13:30· 4 min di lettura
La présidente Iliana Iotova remet à Andreï Guiourov le mandat de former un gouvernement intérimaire, à Sofia, le 12 février 2026.
La présidente Iliana Iotova remet à Andreï Guiourov le mandat de former un gouvernement intérimaire, à Sofia, le 12 février 2026. — Credito : Photo : President.bg, CC BY 2.5 bg, via Wikimedia Commons

I fatti

I bulgari votano questa domenica 25 ottobre per il primo turno delle elezioni presidenziali. Secondo la Fondation Robert Schuman, circa 6,5 milioni di elettori sono chiamati a scegliere tra 27 ticket di presidente e vicepresidente, un record. I seggi, aperti alle 7, chiudono alle 20, ora locale. In tarda mattinata l'affluenza era solo del 5,8 %, secondo la Commissione elettorale centrale citata dall'AFP e dall'agenzia bulgara BTA.

Una vittoria già stasera appare molto improbabile. Per vincere al primo turno, un candidato deve ottenere più della metà dei voti, ma anche l'affluenza deve superare il 50 %, ricorda il Sofia Globe. Tuttavia l'istituto Alpha Research la prevede intorno al 40 %. È quindi previsto un ballottaggio il 1° novembre.

L'ultimo sondaggio di Alpha Research, realizzato dal 18 al 22 ottobre, colloca in testa la presidente uscente, Iliana Iotova, con il 41,1 % delle intenzioni di voto, davanti all'ex primo ministro ad interim Andrej Gjurov, intorno al 28 %. Kostadin Kostadinov, leader del partito nazionalista Vazrazhdane, segue con il 12,8 %.

Il voto si svolge in un clima di sicurezza teso. Secondo l'AFP, alcuni droni hanno colpito quattro navi mercantili al largo delle coste bulgare il 6 e il 13 ottobre, e 21 persone risultano disperse. Il primo ministro Rumen Radev ha convocato l'ambasciatore russo ritenendo che gli attacchi servissero gli interessi di Mosca, senza indicare formalmente un colpevole per mancanza di prove tangibili. Secondo l'agenzia AP, il suo governo ha chiesto l'aiuto dei partner per rafforzare la sicurezza marittima.

Le posizioni in campo

Iliana Iotova, ex giornalista, figura del Partito socialista ed ex eurodeputata, è stata vicepresidente al fianco di Rumen Radev prima di succedergli a gennaio, quando lui si è dimesso per guidare il suo partito, Bulgaria Progressista, alle legislative di aprile, che ha vinto. È sostenuta da quel partito, dai socialisti e, secondo la Fondation Robert Schuman, dal VMRO, una formazione di estrema destra.

Le sue ragioni meritano ascolto. Secondo l'AFP, non mette in discussione né l'appartenenza della Bulgaria all'Unione europea né quella alla NATO. Si presenta come una «presidente della pace», sostiene negoziati tra Mosca e Kiev, si oppone alla prosecuzione degli aiuti militari all'Ucraina e mette in primo piano la povertà e le disuguaglianze regionali, in uno dei paesi più modesti dell'Unione. Questo discorso intercetta una reale preoccupazione per il caro vita, che l'agenzia AP descrive come l'altro grande tema della campagna.

Andrej Gjurov, 50 anni, ex vicegovernatore della banca centrale, è sostenuto dall'opposizione filoccidentale. Nel suo ultimo comizio a Plovdiv ha detto di voler fare del suo paese «un alleato affidabile all'interno della NATO», riferisce l'AFP.

Il politologo Parvan Simeonov, citato dall'AFP, riassume lo scontro tra una Bulgaria «conservatrice, popolare, rivolta a Est» e una Bulgaria «occidentale, elitaria, liberale». Per Vessela Tcherneva, del Consiglio europeo per le relazioni estere, il prossimo capo dello Stato dovrà scegliere tra il bilanciamento delle influenze russa, americana e turca e un ancoraggio più forte all'Unione.

L'analisi

Il presidente bulgaro ha poteri limitati. Secondo la Fondation Robert Schuman, la sua funzione è soprattutto onorifica, ma può porre il veto a una legge, comanda le forze armate, conclude i trattati e rappresenta il paese all'estero. In un paese affacciato sul mar Nero, a poche centinaia di chilometri dal fronte ucraino, non è poco.

La vera posta in gioco è l'equilibrio dei poteri. Se vincesse Iliana Iotova, lo stesso schieramento controllerebbe la presidenza e il governo, una situazione inedita da molto tempo secondo analisti intervistati dall'agenzia Anadolu e citati da Türkiye Today. Gli stessi analisti affermano che il governo Radev avrebbe sospeso forniture militari all'Ucraina e si sarebbe opposto al 21° pacchetto di sanzioni europee contro la Russia. Se ciò fosse confermato, una presidenza allineata eliminerebbe l'ultimo contrappeso istituzionale interno.

Per la Francia e l'Europa la questione è concreta. Le sanzioni contro Mosca richiedono l'unanimità dei Ventisette, e ogni capitale esitante pesa. La sicurezza del mar Nero riguarda inoltre direttamente Parigi, nazione quadro della presenza avanzata della NATO nella vicina Romania. Gli stessi bulgari sembrano aspettarsi più solidarietà: secondo Alpha Research, il 37 % ritiene che il proprio governo avrebbe dovuto chiedere in modo più attivo l'aiuto dell'Unione e della NATO dopo gli attacchi con droni, contro il 24 % che sostiene una neutralità totale.

Bisogna tuttavia guardarsi dal leggere questo voto come una semplice scelta tra Est e Ovest. Il desiderio di pace e la rabbia contro la povertà sono legittimi, e l'Europa sbaglierebbe a trattarli con disprezzo. Se una parte dell'elettorato si rivolge a candidati che promettono il dialogo con Mosca, è anche perché la promessa europea di una prosperità condivisa tarda a concretizzarsi nelle zone rurali.

Conclusione

Una tradizione gollista ricorda che una nazione sovrana sceglie liberamente i propri dirigenti, e che l'Europa si costruisce rispettando queste scelte. Ma la sovranità della Bulgaria è anche la libertà di navigare nelle proprie acque senza temere i droni. Chiunque vinca il 1° novembre, l'Unione deve dare una risposta all'altezza su due fronti contemporaneamente: una protezione reale del mar Nero e uno sforzo di coesione sociale visibile nelle campagne bulgare. Saprà dimostrare che la solidarietà europea protegge meglio degli equilibrismi?

Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.

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L'autore

La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.