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Liceali ricevuti a Beauvau: di fronte ai minori, lo Stato deve rivedere la sua dottrina di ordine pubblico

Laurent Nuñez riceve questo giovedì le organizzazioni dei liceali, mentre dall'inizio del movimento sono state aperte quasi cinquanta indagini dell'IGPN. Proteggere l'ordine pubblico e proteggere gli adolescenti non sono missioni contraddittorie, ma la dottrina deve adeguarsi.

Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Di La Rédaction LSRPubblicato il 29 ottobre 2026 alle ore 15:58· 4 min di lettura

Questo giovedì pomeriggio le organizzazioni dei liceali hanno appuntamento in place Beauvau. Secondo l'AFP, citata da Europe 1, il ministro dell'Interno Laurent Nuñez riceve i loro rappresentanti alle 15, due giorni prima di una nuova giornata di mobilitazione prevista per sabato e pochi giorni prima del rientro dalle vacanze di Ognissanti, che nessuno sa ancora se avverrà nella calma. Al centro della discussione: il modo in cui lo Stato ha gestito l'ordine pubblico di fronte a un movimento composto in gran parte da minori.

I fatti

Il movimento è nato il 21 settembre al liceo Saint-Exupéry di Créteil, ricorda Amnesty International, prima di estendersi a tutto il Paese. Le rivendicazioni riguardano la carenza di insegnanti, le classi sovraffollate, lo stato degli edifici, la mancanza di infermieri e assistenti sociali, e Parcoursup. Su quest'ultimo punto il governo si è già mosso: Sébastien Lecornu ha confermato mercoledì davanti all'Assemblea la sostituzione della piattaforma per la campagna 2028, secondo Europe 1.

Il bilancio umano resta pesante. Il 7 ottobre, davanti alla commissione Leggi, Laurent Nuñez ha riferito di 6.629 fermi, 761 poliziotti e gendarmi feriti, 215 studenti e 89 dipendenti dell'Éducation nationale feriti, come riporta LCP. Secondo Amnesty, che si basa sui dati del ministero, circa l'85% delle persone fermate all'inizio del movimento erano minorenni.

Diverse ferite gravi hanno colpito l'opinione pubblica. A Lens, il 5 ottobre, uno studente di 15 anni ha perso una mano a causa di una granata lanciata dai CRS, secondo il procuratore di Béthune citato da LCP, che ha precisato di non poter stabilire se l'adolescente l'avesse raccolta. Amnesty documenta anche il caso di uno studente di 16 anni a Tours che avrebbe perso l'uso di un occhio, probabilmente dopo un colpo di LBD, e la cui famiglia ha sporto denuncia. Secondo l'AFP, citata da Europe 1, l'IGPN ha ormai aperto quasi cinquanta indagini, di cui 36 nell'ambito del movimento dei liceali.

Le posizioni in campo

Il governo difende le sue forze dell'ordine. Davanti ai deputati, Sébastien Lecornu ha rifiutato, secondo Public Sénat, di « gettare discredito sulla polizia della Repubblica », pur riconoscendo che possono verificarsi « incidenti » che devono essere oggetto di indagini. Laurent Nuñez afferma di aver dato istruzioni di proporzionalità. Dopo Lens ha sospeso l'uso delle granate assordanti, ma mantiene i LBD, che giudica « assolutamente indispensabili », secondo LCP. A Lens, il prefetto del Pas-de-Calais ha sostenuto che un gruppo di 200-250 liceali aveva lanciato pietre, fuochi d'artificio e mortai contro i poliziotti. Eletti di destra e di centro insistono sulla responsabilità dei facinorosi, e alcuni denunciano una politicizzazione del movimento da parte dell'estrema sinistra.

Dall'altra parte, le organizzazioni studentesche arrivano con richieste precise. Les Lycéens! chiede, secondo Europe 1, il divieto delle granate di dispersione, dei gas lacrimogeni, degli spray al peperoncino e dei LBD durante le mobilitazioni dei liceali. La Union syndicale lycéenne chiede un cambiamento di dottrina e l'amnistia per gli studenti perseguiti o sanzionati, e si oppone alla cosiddetta legge « casseurs-payeurs ». A sinistra, il Partito socialista, gli ecologisti, i comunisti e La France insoumise chiedono dai fatti di Lens una revisione della dottrina di ordine pubblico. Amnesty International, dal canto suo, sostiene la de-escalation, il divieto definitivo delle granate assordanti e la sospensione del LBD.

L'analisi

Bisogna tenere insieme le due esigenze. Lo Stato ha il dovere di proteggere gli istituti, il personale e gli studenti che vogliono studiare, e le centinaia di poliziotti feriti non sono un'astrazione. Nessuno può giustificare le violenze commesse da manifestanti.

Ma uno Stato che si rispetti non tratta un quindicenne come un rivoltoso incallito. La tradizione gollista dell'ordine pubblico, quella del prefetto Grimaud che seppe evitare il peggio nel Maggio 68, si fondava su un'idea semplice: la forza pubblica trae la sua legittimità dal suo autocontrollo. Di fronte a dei minori, questa esigenza dovrebbe essere ancora più forte. Il fatto che l'IGPN sia stata investita quasi cinquanta volte non pregiudica in alcun modo le conclusioni, ma dice l'ampiezza del malessere.

La sospensione delle granate assordanti dimostra del resto che il governo stesso ammette che un'arma può essere inadatta al contesto. La stessa logica dovrebbe portare a riesaminare l'uso del LBD nei pressi dei licei. Non si tratta di disarmare la polizia, ma di adattare i mezzi al pubblico che si ha di fronte.

Resta la sostanza. I liceali non sono scesi in piazza per affrontare la polizia, ma per ottenere insegnanti, infermieri ed edifici dignitosi. È lì che si giocherà l'uscita dalla crisi. Una risposta puramente securitaria non farà che rinviare la rabbia, mentre il bilancio 2027 è all'esame dell'Assemblea nazionale.

E adesso?

L'incontro di Beauvau ha senso solo se porta a impegni scritti: una dottrina specifica per i raduni di minori, una pubblicazione regolare degli esiti delle indagini dell'IGPN e un dialogo che associ finalmente l'Éducation nationale e il ministero dell'Interno. Saprà il governo trasformare questo incontro in un patto di fiducia con una generazione che dubita delle proprie istituzioni?

Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.

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L'autore

La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.