Licei: dietro l'ordine pubblico, la questione scolastica resta senza risposta
A tre giorni da una nuova giornata di mobilitazione, il dibattito si concentra sulla sicurezza e dimentica ciò che chiedono i liceali: insegnanti sostituiti ed edifici dignitosi. Il bilancio 2027, che sopprime 1.588 posti di insegnante, offre tuttavia l'occasione di rispondere.
Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Dal 17 ottobre il dibattito pubblico ruota attorno alle violenze, al mantenimento dell'ordine e al dispositivo annunciato per la nuova giornata di mobilitazione di sabato 24 ottobre. Nessuna causa giustifica i saccheggi. Ma a forza di parlare della piazza, si finisce per dimenticare perché i liceali vi sono scesi. La loro domanda è semplice: chi farà lezione davanti a loro domani, e in quali edifici?
I fatti
Il movimento è partito dai licei alla fine di settembre. Secondo Public Sénat, i giovani mobilitati denunciano il peggioramento delle condizioni di insegnamento, i docenti assenti non sostituiti e la fatiscenza degli edifici scolastici, che è al centro delle loro rivendicazioni.
Il governo ha risposto prima di tutto sulle sostituzioni. L'8 ottobre su TF1, il ministro dell'Istruzione nazionale, Édouard Geffray, ha annunciato l'impiego di 3.000 insegnanti supplenti nei licei a partire dal 12 ottobre. Europe 1 ne ha precisato la provenienza: non si tratta di nuove assunzioni, ma di docenti di ruolo assegnati a zone di sostituzione, quei professori «volanti» di cui il paese conta circa 10.000, una parte dei quali era senza incarico. Il ministro ha inoltre proposto di pagare in anticipo ore di straordinario agli insegnanti che accettano di coprire le assenze brevi. Secondo la stessa fonte, uno strumento del ministero classifica 114 licei «in rosso» e 400 «in arancione».
Il bilancio 2027, in discussione all'Assemblea nazionale, fissa il quadro. Secondo Public Sénat, la missione «Insegnamento scolastico» passerebbe da 64,43 a 65,53 miliardi di euro, e l'Istruzione nazionale è tra i quattro ministeri risparmiati dai tagli. Eppure il testo prevede la soppressione di 1.588 posti di insegnante, di cui 1.250 nel pubblico. Le Café pédagogique ne dettaglia la ripartizione: 414 nel primo grado e 836 nel secondo, cioè nei collèges e nei lycées.
Le posizioni in campo
Il governo avanza un argomento serio, che merita di essere ascoltato. Secondo Le Café pédagogique, le scuole dovrebbero accogliere circa 180.000 alunni in meno all'inizio dell'anno scolastico 2027, dopo un calo di 160.000 quest'anno. Il ministero sostiene che una stretta proporzionalità avrebbe comportato la soppressione di 9.600 posti, riferisce Public Sénat. Crea inoltre 1.300 posti di assistenti per gli alunni con disabilità, oltre a posti di consiglieri principali di educazione e di personale medico-sociale. Nel suo dossier stampa presenta la Scuola come il «primo servizio pubblico dello Stato» e promette di continuare a ridurre il numero di alunni per classe.
Il governo non fa risparmi sulla gioventù. — Édouard Geffray, citato dall'AFP
Sul versante degli insegnanti, si contesta la portata degli annunci. Intervistato da Europe 1, Maxime Reppert, vicepresidente del sindacato SNALC, ha giudicato poco credibile, allo stato attuale, la cifra dei 3.000 supplenti.
Sembra piuttosto un'operazione di comunicazione. — Maxime Reppert, SNALC
Le Café pédagogique osserva da parte sua che, tenuto conto dell'inflazione, l'aumento del bilancio somiglia più a un mantenimento che a un vero sforzo aggiuntivo.
Sul piano politico, il tema scolastico è ormai oscurato dalla controversia sulla sicurezza. Mediapart ha pubblicato elementi secondo i quali a un dirigente dell'intelligence territoriale sarebbe stato chiesto di indicare La France insoumise come responsabile del movimento, circostanza che il ministero dell'Interno smentisce. Per sabato, il ministro dell'Interno, Laurent Nuñez, ha annunciato rinforzi e ha evocato una riflessione sul divieto di alcune manifestazioni, secondo Euronews e l'AFP.
L'analisi
L'argomento demografico è reale, ma non risolve la questione. Il calo del numero di alunni è un'occasione rara: quella di ridurre finalmente il numero di alunni per classe e di costituire una vera riserva di supplenti, senza una nuova spesa massiccia. Sopprimere 836 posti nel secondo grado proprio nel momento in cui i licei si mobilitano contro le assenze non sostituite significa inviare un segnale contrario a quello che si pretende di dare.
La ricollocazione dei docenti delle zone di sostituzione è una misura utile, perché mobilita insegnanti già retribuiti. Ma dimostra soprattutto che il problema è di organizzazione quanto di mezzi: se migliaia di insegnanti potevano essere assegnati in pochi giorni, perché non lo erano prima? Una politica delle sostituzioni non può dipendere dalla pressione della piazza.
Resta l'edilizia scolastica, assente dagli annunci. Secondo Public Sénat, il progetto di bilancio chiede agli enti locali uno sforzo di 5,5 miliardi di euro, mentre sono le regioni a occuparsi della manutenzione dei licei. Chiedere alle regioni di ristrutturare licei fatiscenti riducendo al tempo stesso i loro margini significa spostare la difficoltà senza risolverla.
C'è infine una questione di coesione nazionale. Una generazione che ha la sensazione che lo Stato la ascolti solo quando blocca il proprio liceo impara una cattiva lezione civica. Il ruolo di un governo repubblicano è rispondere alle rivendicazioni legittime prima che i più violenti se ne impadroniscano, e distinguere chiaramente i liceali che manifestano da coloro che saccheggiano.
Conclusione
Il governo ha promesso di essere all'altezza sull'ordine pubblico sabato. Sarebbe saggio che lo fosse anche per la scuola. Due gesti sarebbero a portata di mano nel dibattito di bilancio in corso: sospendere per il 2027 le soppressioni di posti nel secondo grado, per farne una riserva di sostituzione, e creare una voce di spesa dedicata alla ristrutturazione dei licei, cofinanziata con le regioni. La vera domanda è ora rivolta ai deputati: useranno il calo demografico per fare risparmi, o per migliorare finalmente le condizioni di studio?
Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.
L'autore
La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.
