LSR

Secondo turno il giorno dopo il Primo maggio: bisogna davvero cambiare la data delle presidenziali?

Dopo le violenze del 17 ottobre, Bruno Retailleau chiede al governo di spostare il secondo turno, fissato al 2 maggio 2027. La domanda è legittima, ma toccare il calendario delle presidenziali sull'onda dell'emozione sarebbe una scommessa rischiosa per le nostre istituzioni.

Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Di La Rédaction LSRPubblicato il 20 ottobre 2026 alle ore 16:26· 4 min di lettura

I fatti

Tre giorni dopo le violenze che hanno segnato, sabato 17 ottobre, la giornata nazionale di mobilitazione contro il carovita, il dibattito si è spostato sul terreno elettorale. Bruno Retailleau, presidente dei Républicains e candidato dichiarato all'elezione presidenziale, chiede al governo di modificare la data del secondo turno, fissato a domenica 2 maggio 2027, cioè il giorno dopo il Primo maggio.

Secondo Public Sénat, ha motivato la sua richiesta su BFMTV sostenendo che lo scrutinio ha bisogno di «calma e serenità». Ha aggiunto una formula più offensiva:

Se si volesse mandare all'aria il secondo turno, non si farebbe diversamente — Bruno Retailleau

Secondo il Journal du Net, il presidente di LR contesta questo calendario fin dal suo annuncio, all'inizio dell'estate, e ritiene che ci sarebbe ancora tempo per cambiarlo. Sempre secondo questa testata, martedì il governo non aveva ancora reagito a questa nuova richiesta.

Il calendario ufficiale, pubblicato sul sito del governo, prevede il primo turno domenica 18 aprile e il secondo turno domenica 2 maggio 2027. Diversi territori d'oltremare voteranno il giorno prima, a causa del fuso orario, cioè sabato 1° maggio per il secondo turno.

Il contesto pesa molto. Secondo Public Sénat, il ministro del Commercio parla di almeno 3.000 negozi danneggiati o saccheggiati il 17 ottobre. Il ministro dell'Interno ha riconosciuto una mancanza di anticipazione, e sono stati decisi coprifuoco localizzati in diversi comuni del dipartimento del Nord.

Le posizioni in campo

L'argomento di Bruno Retailleau merita di essere preso sul serio. Il Primo maggio è una giornata di manifestazioni sindacali e politiche. Organizzare un voto decisivo il giorno dopo espone a un doppio rischio: disordini alla vigilia dello scrutinio e una sorta di campagna prolungata in piazza, mentre la legge impone il silenzio elettorale. L'articolo L. 49 del codice elettorale vieta infatti ogni propaganda a partire dalla mezzanotte della vigilia del voto. Come ricordava Maire-info già a luglio, diversi partiti, soprattutto a destra e all'estrema destra, avevano già espresso questo timore.

La scelta del governo ha tuttavia le sue ragioni. La Costituzione lascia poco margine. Il suo articolo 7 impone che l'elezione si tenga tra venti e trentacinque giorni prima della fine del mandato in corso, e che il secondo turno abbia luogo quattordici giorni dopo il primo. Secondo Maire-info, l'unica alternativa possibile era l'11 e il 25 aprile, e il calendario scolastico sembra aver orientato la decisione: il 25 aprile due zone sarebbero state in vacanza, contro una sola il 2 maggio. Lo stesso Bruno Retailleau riconosce, secondo il Journal du Net, che la maggior parte dei partiti aveva sconsigliato quell'altra opzione.

Sul piano giuridico, gli specialisti interpellati da Public Sénat divergono sulle modalità ma non sull'essenziale. Per il costituzionalista Benjamin Morel, non si può spostare il secondo turno senza spostare il primo, salvo una revisione della Costituzione. Per Pierre Esplugas-Labatut, poiché le date sono fissate per decreto, un nuovo decreto potrebbe modificarle. In altre parole, cambiare data significherebbe anticipare l'intera elezione di una settimana.

L'analisi

La questione è legittima, ma va trattata con la serietà che richiede. Toccare il calendario di un'elezione presidenziale non è un atto banale. Farlo sull'onda dell'emozione, sei mesi prima del voto, invierebbe un messaggio preoccupante: quello di uno Stato che adatta i suoi appuntamenti democratici alla pressione della piazza. La tradizione gollista ha sempre sostenuto il contrario, facendo della regolarità delle istituzioni un baluardo contro il disordine.

C'è anche un rischio di confusione. Il Primo maggio non è una minaccia in sé. È la festa del lavoro, un momento di espressione sindacale pacifica nella stragrande maggioranza dei casi. Le violenze del 17 ottobre sono state attribuite dal Primo ministro all'ultrasinistra e poi a una delinquenza più generale, secondo Public Sénat. Assimilare le due cose sarebbe ingiusto verso i milioni di lavoratori che sfilano ogni anno.

Infine, la questione rivela un malessere più profondo. Se si teme a tal punto la vigilia di uno scrutinio, è perché la rabbia sociale non ha trovato uno sbocco politico. Il senatore socialista Rémi Féraud vi vede, sempre secondo Public Sénat, il frutto di dieci anni di assenza di risposta sociale. Lo stesso centrista Hervé Marseille rimprovera all'esecutivo di aver lasciato senza risposta da più di un mese le rivendicazioni degli studenti delle superiori. Il clima resta teso: secondo un dispaccio ripreso da Boursorama, LFI ha annunciato martedì di voler adire la Cour de justice de la République contro Laurent Nuñez, dopo alcune rivelazioni pubblicate da Mediapart.

Maire-info sottolineava anche un problema concreto, meno spettacolare: essendo il 1° maggio festivo, i municipi non potranno registrare deleghe di voto alla vigilia dello scrutinio. Forse è qui che l'azione pubblica può essere più utile.

Conclusione

Piuttosto che riaprire il calendario in fretta, l'esecutivo potrebbe riunire di nuovo i partiti, chiedere il parere del Consiglio costituzionale sulle due ipotesi e presentare un piano preciso per mettere in sicurezza il fine settimana del 1° e 2 maggio, deleghe di voto comprese. Ma la vera garanzia di serenità non verrà da un decreto. Verrà da una risposta seria al carovita e all'inquietudine dei giovani. La domanda resta aperta: la Repubblica saprà placare il paese entro aprile, o dovrà accontentarsi di spostare la data delle sue paure?

Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.

Il video correlato

Trasparenza IAVideo realizzato con strumenti di intelligenza artificiale (voce, animazione). Contenuti verificati dalla redazione.

Présidentielle : faut-il déplacer le second tour du 2 mai ? — vai alla pagina del video
Partager

L'autore

La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.