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Sondaggio Odoxa: Macron ai minimi, Le Pen e Mélenchon intercettano la rabbia sociale

Secondo il barometro Odoxa pubblicato martedì, l'83 % dei francesi ritiene che Emmanuel Macron non sia un buon presidente, mentre Marine Le Pen e Jean-Luc Mélenchon appaiono come i beneficiari della crisi. Un segnale d'allarme per tutte le forze repubblicane, a sei mesi dalle elezioni presidenziali.

Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Di La Rédaction LSRPubblicato il 27 ottobre 2026 alle ore 07:28· 4 min di lettura
Emmanuel Macron à Nice, lors de la Conférence des Nations unies sur l'océan, en juin 2025
Emmanuel Macron à Nice, lors de la Conférence des Nations unies sur l'océan, en juin 2025 — Credito : Photo : European Commission, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Il barometro politico Odoxa-Mascaret pubblicato martedì 27 ottobre da Public Sénat e dalla stampa regionale traccia il ritratto di un paese arrabbiato, che non si fida più dell'esecutivo per uscire dalla crisi. Realizzato online il 21 e il 22 ottobre su 1.005 persone, è stato condotto pochi giorni dopo le violenze del 17 ottobre e prima della mobilitazione, più tranquilla, di sabato 24.

I fatti

Secondo questo barometro, l'83 % dei francesi ritiene che Emmanuel Macron non sia un buon presidente, due punti in più rispetto al mese precedente. Solo il 16 % esprime un giudizio positivo. Public Sénat parla di un record, ma il dato va ridimensionato: François Hollande aveva raggiunto l'84 % nella stessa serie. Il primo ministro Sébastien Lecornu guadagna un punto, al 25 % di opinioni favorevoli.

Questo dato è in linea con altre rilevazioni. Secondo il barometro Ipsos bva-CESI per La Tribune Dimanche, realizzato il 7 e l'8 ottobre, il capo dello Stato raccoglieva già l'82 % di giudizi sfavorevoli, e il potere d'acquisto restava la prima preoccupazione dei francesi, citata dal 54 % di loro.

Sul movimento degli studenti liceali e universitari, l'indagine Odoxa rivela un paradosso. Il movimento è considerato giustificato dal 68 % degli intervistati, cinque punti in più rispetto all'inizio del mese, ma il 63 % desidera che si fermi dopo le vacanze di Ognissanti. Di fronte alle violenze del 17 ottobre prevale la rabbia (67 %), molto davanti all'impotenza (19 %) e alla paura (12 %).

Infine, alla domanda aperta su chi tragga vantaggio dalla crisi, il 74 % degli intervistati cita Marine Le Pen e il 32 % Jean-Luc Mélenchon. Bruno Retailleau (13 %), Édouard Philippe (7 %) e Gabriel Attal (6 %) seguono a distanza. Si tratta di percezioni, non di intenzioni di voto.

Le posizioni in campo

Per il presidente di Odoxa, Gaël Sliman, citato da Public Sénat, i francesi distinguono tra manifestanti e facinorosi. Ritiene che l'intervento di Emmanuel Macron dopo le violenze abbia prodotto l'effetto opposto a quello cercato. Lunedì a Marsiglia, lo stesso capo dello Stato ha riconosciuto un difetto di previsione, secondo Public Sénat:

Non avevamo affatto previsto quello che è successo — Emmanuel Macron

Ha promesso "annunci forti" e un sostegno ai commercianti colpiti, avvertendo però che il sabato successivo sarebbe rimasto a rischio.

A destra, il sondaggio favorisce chi si presenta come difensore dell'ordine. Marine Le Pen guadagna tre punti di sostegno, al 38 %, Bruno Retailleau sale di sette punti tra i simpatizzanti di destra e di centro, e David Lisnard registra il maggiore aumento del mese. Gaël Sliman vede in Édouard Philippe e Gabriel Attal delle "vittime collaterali" dei disordini: il primo perde tre punti.

A sinistra, Jean-Luc Mélenchon raggiunge il 52 % di adesione tra i simpatizzanti di sinistra, il suo miglior risultato in questo gruppo. François Ruffin vi guadagna tredici punti e Raphaël Glucksmann, vincitore delle primarie, sette. La France insoumise resta al centro di una polemica: secondo un'inchiesta di Mediapart pubblicata il 19 ottobre, un commissario dell'intelligence territoriale afferma che gli sarebbe stato chiesto di scrivere che LFI era dietro il movimento. Come riporta LCP, Laurent Nuñez ha risposto all'Assemblea che era falso, e Sébastien Lecornu ha giudicato "impensabile" che un governo dia simili istruzioni. Allo stato attuale, i fatti non sono accertati al di là di queste testimonianze e smentite.

L'analisi

Questo barometro conferma una vecchia lezione della Quinta Repubblica: quando lo Stato appare sopraffatto, a trarne vantaggio sono gli estremi, non chi governa né chi pretende di incarnare la ragione al centro. Il sostegno maggioritario al movimento mostra che la rabbia dei giovani riguarda questioni concrete: l'orientamento, le classi sovraffollate, il caro vita. Il desiderio di vedere finire la mobilitazione riflette, dal canto suo, stanchezza e una domanda di calma. Le due cose non sono in contraddizione: i francesi vogliono che il problema sia risolto, non semplicemente contenuto.

La tentazione, per una parte della destra, sarebbe di rispondere a questa domanda con la sola fermezza. Ha una sua legittimità, perché l'ordine pubblico è la prima condizione della libertà di manifestare. Ma l'ordine senza giustizia sociale non fa che rinviare la crisi successiva. Il gollismo sociale lo aveva capito: l'autorità dello Stato si fonda anche sulla sua capacità di mantenere le promesse in materia di scuola, servizi pubblici e potere d'acquisto.

Quanto alla polemica sui servizi di intelligence, essa richiede prudenza da tutte le parti. Se le accuse riportate da Mediapart fossero confermate, sarebbero gravi per la neutralità dello Stato. Se non lo fossero, bisognerebbe dimostrarlo in modo trasparente. In entrambi i casi, una verifica indipendente servirebbe la fiducia meglio di uno scambio di smentite.

Conclusione

A sei mesi dalle presidenziali, questo sondaggio non annuncia un risultato, ma segnala un pericolo: quello di una campagna ridotta a un faccia a faccia tra la rabbia e la paura. Per uscirne, l'esecutivo potrebbe accompagnare i suoi annunci con un calendario quantificato, verificabile e discusso in Parlamento, sulla scuola come sul potere d'acquisto. I partiti repubblicani, di destra come di sinistra, sapranno proporre qualcosa di diverso dalla rincorsa securitaria o dalla denuncia permanente?

Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.

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L'autore

La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.