Dopo Matignon, i liceali all'Eliseo: l'ordine non esime dal rispondere alle cause
Giovedì la riunione dei partiti convocata da Sébastien Lecornu dopo le violenze del 17 ottobre ha lasciato la sinistra delusa, la destra concentrata sulla fermezza e il RN rassicurato. Questo venerdì Emmanuel Macron riceve i liceali: è lì che potrebbe aprirsi la questione che Matignon non ha voluto affrontare, quella delle cause.
Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Giovedì 22 ottobre Sébastien Lecornu aveva promesso «trasparenza» sulle violenze del 17 ottobre. Dopo quasi tre ore di riunione, i responsabili dei partiti sono usciti da Matignon con sensazioni molto diverse. A due giorni da una nuova giornata di mobilitazione, questo incontro dice molto sul modo in cui l'esecutivo intende uscire dalla crisi.
I fatti
Secondo Public Sénat, la riunione si è svolta all'incirca dalle 14.30 alle 17.30, alla presenza del ministro dell'Interno Laurent Nuñez, del ministro della Giustizia Gérald Darmanin e di responsabili dei servizi di intelligence e delle forze dell'ordine. Quasi tutti i partiti erano rappresentati: LFI, PS, Place publique, Ecologisti, PCF, Horizons, LR e RN. Quest'ultimo aveva inviato Edwige Diaz e Louis Aliot, dato che Marine Le Pen e Jordan Bardella avevano declinato l'invito.
L'ordine del giorno riguardava lo svolgimento delle violenze, la sicurezza dei prossimi cortei e quella della campagna presidenziale. Secondo Public Sénat, ai partecipanti è stata presentata in particolare la dottrina francese del mantenimento dell'ordine. La portavoce del governo, Maud Bregeon, aveva fissato la linea già nel resoconto del Consiglio dei ministri, riportato da Acteurs publics: la priorità è il «ritorno all'ordine repubblicano».
Dalla riunione in sé non è uscito alcun annuncio formale. Le misure della giornata sono arrivate da altrove: dopo un consiglio di sicurezza all'Eliseo, il capo dello Stato ha indicato che sabato sarebbero state autorizzate solo le manifestazioni sindacali. E secondo l'AFP, ripresa da L'essentiel, Emmanuel Macron riceve questo venerdì alle 15 i rappresentanti delle organizzazioni studentesche dei licei e dei consigli accademici della vita liceale, per «ascoltare le loro rivendicazioni e preoccupazioni». Sébastien Lecornu, da parte sua, dovrebbe riunire lunedì le organizzazioni di liceali, studenti universitari, insegnanti, sindacati e imprese, oltre ad alcuni eletti.
Le posizioni in campo
A sinistra prevale la delusione. Fabien Roussel (PCF) si è detto «estremamente deluso» da una riunione giudicata «tecnica», secondo Public Sénat, e ha ricordato che occorre affrontare le cause della rabbia, a cominciare dal caro vita. Marine Tondelier (Ecologisti) ha riassunto il suo stato d'animo con una frase:
Chi stanno prendendo in giro? — Marine Tondelier, citata da Public Sénat
Raphaël Glucksmann (Place publique) afferma di essere venuto con proposte politiche e di essersi sentito rispondere che «non era la sede». Manuel Bompard (LFI) ritiene che la riunione abbia fatto perdere tempo al Paese. Prima di entrare, come riferito da LCP, LFI aveva inviato una lettera al primo ministro chiedendo in particolare l'abrogazione di Parcoursup, un aumento del salario minimo e 10 miliardi di euro per rispondere alle rivendicazioni di liceali e universitari.
A destra l'accento è posto sulla responsabilità delle violenze. Christophe Béchu (Horizons) è venuto, secondo Public Sénat, a esprimere il proprio sostegno alle forze dell'ordine e ritiene che la condanna senza riserve della violenza debba precedere qualsiasi risposta politica; ha preso di mira LFI e gli ecologisti. Bruno Retailleau (LR), uscito prima della fine adducendo impegni in agenda, ha attribuito ai deputati di LFI una «responsabilità maggiore» nel clima attuale, ha chiesto lo stato di emergenza e una revisione del calendario presidenziale, dato che il secondo turno è fissato al 2 maggio 2027, il giorno dopo il Primo maggio.
Infine il RN si è detto soddisfatto di aver ottenuto la conferma che il suo congresso di Orléans sarà messo in sicurezza questo fine settimana, chiedendo al tempo stesso le dimissioni di Laurent Nuñez, secondo Public Sénat.
L'analisi
Bisogna innanzitutto riconoscere al governo un argomento serio. Dopo saccheggi e violenze, lo Stato ha il dovere di proteggere le persone, i negozi e gli eletti, ed è legittimo riunire i partiti per esporre loro i fatti prima di discutere di politica. Una Repubblica che non mantiene l'ordine pubblico lascia campo libero a chi promette di mantenerlo da solo, e in altro modo.
Ma separare l'ordine dalle cause ha i suoi limiti. Il movimento dei liceali, ricorda l'AFP, è nato il 18 settembre in alcuni licei della periferia parigina attorno a richieste molto concrete: la sostituzione dei professori assenti, più mezzi, edifici ristrutturati, condizioni di apprendimento dignitose. Le violenze del 17 ottobre sono avvenute, sempre secondo l'AFP, nell'ambito di una mobilitazione più ampia sul potere d'acquisto. Niente di tutto ciò giustifica un saccheggio. Ma niente di tutto ciò scomparirà con un dispositivo di polizia, per quanto massiccio.
Anche la richiesta di Bruno Retailleau impone prudenza. L'articolo 7 della Costituzione disciplina rigorosamente la data dell'elezione: tra venti e trentacinque giorni prima della fine del mandato in corso. Secondo il governo, citato da Planet.fr, questo calendario è stato fissato dopo aver consultato i partiti, e Maud Bregeon ha assicurato che lo Stato saprà gestire un Primo maggio in periodo elettorale. Modificare le date di un'elezione presidenziale sotto la pressione della piazza invierebbe un segnale di fragilità che la tradizione gollista, legata alla continuità dello Stato, dovrebbe essere la prima a rifiutare. Quanto allo stato di emergenza, regime eccezionale, non può diventare lo strumento ordinario per gestire le manifestazioni.
Conclusione
L'incontro di questo venerdì all'Eliseo e quello di lunedì a Matignon sono ormai decisivi. Il presidente e il primo ministro hanno l'occasione di dimostrare che l'ascolto non è una formula: un calendario preciso per la sostituzione degli insegnanti assenti e la ristrutturazione dei licei, finanziato nel bilancio 2027 in corso di esame, risponderebbe alla rabbia meglio di una nuova presentazione sulla dottrina del mantenimento dell'ordine. La fermezza contro i violenti e la giustizia per una generazione preoccupata non sono in contrasto. La domanda è se l'esecutivo saprà portare avanti entrambe allo stesso tempo, prima di sabato.
Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.
L'autore
La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.
