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Assenze per malattia: la trattativa si apre sotto la minaccia dei tagli, curare deve venire prima di punire

Sindacati e padronato avviano questo giovedì, su richiesta del governo, una trattativa su una «riforma strutturale» delle assenze per malattia, con un miliardo di euro di risparmi l'anno nel mirino. L'obiettivo di bilancio è legittimo, ma non deve far dimenticare che dietro ogni assenza c'è prima di tutto un lavoratore malato.

Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Di La Rédaction LSRPubblicato il 29 ottobre 2026 alle ore 11:31· 4 min di lettura

I fatti

Il calcio d'inizio è fissato per questo giovedì 29 ottobre. Secondo l'AFP, le otto organizzazioni rappresentative, la CGT, la CFDT, la CFE-CGC, la CFTC e FO per i lavoratori, il Medef, Les Entrepreneurs e l'U2P per i datori di lavoro, aprono una trattativa sulle assenze per malattia. Questa prima seduta, probabilmente in videoconferenza, deve soprattutto stabilire il metodo e il calendario.

La trattativa risponde a una lettera inviata il 7 ottobre dal ministro del Lavoro, Jean-Pierre Farandou. Secondo la Revue fiduciaire e RH News, il ministro chiede una «riforma strutturale» e un accordo entro il 19 dicembre, da applicare nel 2027. Sono aperti tre cantieri: la prevenzione e il ritorno al lavoro dopo una lunga malattia; i parametri dell'indennizzo (durata, tetto delle indennità giornaliere, integrazione versata dal datore di lavoro); infine la responsabilizzazione dei medici prescrittori, dei lavoratori e dei datori di lavoro. L'AFP precisa che il ministro vuole anche nuovi strumenti contro le assenze ritenute abusive, ad esempio in caso di conflitti sul lavoro.

Le cifre fornite dal ministero, riportate dall'AFP, danno la misura della posta in gioco: circa nove milioni di assenze per malattia indennizzate nel 2025, in aumento di circa il 10 % in pochi anni, per un costo di 17,9 miliardi di euro per l'Assurance maladie (l'assicurazione sanitaria pubblica). Il governo si attende due miliardi di euro di risparmi su questa voce nel bilancio della Sicurezza sociale per il 2027, metà dei quali dovrebbe provenire dall'accordo tra le parti sociali.

Le posizioni in campo

Il governo rivendica una linea chiara. Ospite di TF1 il 15 ottobre, Jean-Pierre Farandou ha riassunto la sua intenzione, secondo un dispaccio dell'AFP ripreso da Sud Radio:

Proteggere meno le assenze brevi, perché ci siano meno assenze brevi — Jean-Pierre Farandou

In cambio, dice di voler coprire meglio le assenze lunghe e circa tre milioni di lavoratori oggi poco tutelati, come gli interinali, combattendo al tempo stesso gli abusi che pesano sulle finanze pubbliche.

Il padronato va oltre. Il 22 settembre su France 2, il presidente del Medef, Patrick Martin, ha definito «sospetto» l'aumento di alcune assenze brevi e ha proposto, riferisce Egora, giorni di carenza «di ordine pubblico», rimborsati né dalla Sicurezza sociale né dalle assicurazioni sanitarie integrative. Le imprese potrebbero allora smettere di compensarli. Il suo ragionamento: quando il lavoratore non perde nulla, nulla lo dissuade dal mettersi in malattia.

Sul fronte sindacale, la CFDT ha preso atto dell'avvio delle discussioni, indica RH News, pur giudicando «squilibrato» il bilancio della Sicurezza sociale per il 2027, il cui sforzo graverebbe troppo su lavoratori e pensionati. Il clima sociale è pesante: l'AFP ricorda la mobilitazione degli studenti delle superiori in corso da metà settembre e una giornata di sciopero e manifestazioni prevista per il 5 novembre.

L'analisi

Sarebbe disonesto negare il problema. Una spesa di quasi 18 miliardi di euro che cresce rapidamente pesa su conti sociali già in deficit, e gli abusi, anche se minoritari, intaccano la fiducia in un sistema fondato sulla solidarietà. Anche la volontà di tutelare meglio le assenze lunghe e i lavoratori precari è giusta. E va apprezzata la scelta di passare dalla trattativa anziché dal decreto: il dialogo sociale non è una formalità, è un modo di governare.

Ma la diagnosi resta incompleta. Le cifre del ministero dicono quanto costano le assenze, non perché aumentano. Disturbi muscoloscheletrici, mal di schiena, salute mentale: lo stesso ministro ha citato queste cause su TF1. Nessuna di esse ha a che fare, per sua natura, con la frode. Anche l'invecchiamento della popolazione attiva e l'allungamento delle carriere pesano verosimilmente sul numero delle assenze.

Fare della carenza lo strumento centrale significherebbe curare il sintomo anziché la causa. Secondo uno studio della Dares citato da RH News, il 45 % delle imprese compensa già la carenza dei propri dipendenti. Vietare questa compensazione farebbe perdere reddito a una parte importante dei lavoratori, a cominciare da chi non ha né risparmi né margini di manovra. Il rischio è noto: un lavoratore che non può permettersi di perdere diversi giorni di stipendio può andare al lavoro malato, aggravare le proprie condizioni e trasformare un'assenza breve evitata in un'assenza lunga.

Conta anche il momento. Secondo l'INSEE, a ottobre la fiducia delle famiglie è scesa a 80, il livello più basso da giugno 2013, ben al di sotto della media di lungo periodo fissata a 100. Ridurre il reddito dei malati in un simile contesto invierebbe un segnale disastroso a francesi che già dubitano della protezione che la collettività deve loro.

La Sicurezza sociale è nata nel 1945, sotto il Governo provvisorio presieduto dal generale de Gaulle, da un'idea semplice: la malattia non deve far precipitare una famiglia nella povertà. Questa eredità non vieta il rigore; ne fissa l'ordine delle priorità.

Conclusione

Anziché cominciare dal portafoglio dei malati, le parti sociali potrebbero cominciare dal lavoro stesso: rafforzare una medicina del lavoro allo stremo e modulare i contributi delle imprese in base ai loro sforzi di prevenzione, affinché quelle che migliorano le condizioni di lavoro paghino meno di quelle che lasciano crescere l'assenteismo. La domanda a cui rispondere entro il 19 dicembre è semplice: vogliamo ridurre le assenze curando meglio, o soltanto renderle più costose per chi si ammala?

Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.

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L'autore

La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.