Brasile: Lula rieletto per un soffio, Flavio Bolsonaro contesta, l'Europa davanti a un partner esigente
Luiz Inácio Lula da Silva ha conquistato domenica un quarto mandato con il 51,76 % dei voti, mentre il suo rivale Flavio Bolsonaro annuncia di voler far annullare il voto. Per la Francia e l'Europa, questo risultato preserva un alleato del multilateralismo e del clima, senza risolvere la controversia sul Mercosur.
Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Il Brasile ha deciso, di misura. Domenica 25 ottobre Luiz Inácio Lula da Silva ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali con il 51,76 % dei voti contro il 48,24 % del senatore Flavio Bolsonaro, secondo i risultati quasi definitivi diffusi dall'AFP. Lo scarto, di circa 3,5 punti, rappresenta poco più di quattro milioni di voti, secondo il conteggio del Tribunale superiore elettorale (TSE) riportato da The Rio Times e Latin Times.
Una vittoria inedita, un paese spaccato in due
A quasi 81 anni, Lula ottiene un quarto mandato, una prima volta nella storia del paese. Il risultato è tanto più notevole in quanto era arrivato secondo al primo turno del 4 ottobre, con il 45,16 % contro il 47,03 % del suo avversario. Come sottolinea l'AFP, il Brasile non segue dunque la svolta a destra osservata negli ultimi mesi in Argentina, Cile e Colombia.
Ma la serata non ha portato la distensione sperata. Secondo il Buenos Aires Times, Flavio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro, ha dichiarato che gli era impossibile riconoscere il risultato e che avrebbe chiesto l'annullamento del voto. Contesta la proroga di due ore delle operazioni di voto decisa nel pomeriggio da un giudice della Corte suprema, Cristiano Zanin, in seguito a una richiesta del campo di Lula, che lamentava la carenza di autobus in diversi Stati. Il candidato della destra vi vede una manovra, benché anche la sua squadra avesse chiesto una proroga nelle zone colpite dalle piogge.
Il presidente del TSE, Kassio Nunes Marques, ha confermato la rielezione di Lula. Secondo il Buenos Aires Times, ha indicato che la proroga aveva ritardato lo spoglio senza modificare il risultato finale, e che non era stata riscontrata alcuna ingerenza esterna. Lula dovrebbe insediarsi il 5 gennaio 2027.
Le posizioni in campo
Occorre ascoltare gli argomenti del campo conservatore. Cambiare gli orari di un voto il giorno stesso, per decisione di un magistrato nominato dal presidente uscente e suo ex avvocato, solleva legittimamente interrogativi, e rivolgersi alla giustizia elettorale è un diritto. La destra può inoltre far valere di aver vinto le elezioni legislative del 4 ottobre: il Partito liberale della famiglia Bolsonaro è ora il primo gruppo alla Camera dei deputati, con 121 seggi su 513, secondo The Rio Times.
Il campo presidenziale risponde che la proroga mirava a consentire di votare a elettori che ne erano stati impediti, e che è stata applicata ovunque. Secondo Latin Times, Lula ha adottato un tono conciliante, facendo appello alla pace e all'unità del paese.
Resta un precedente pesante. Nel 2022 anche Jair Bolsonaro si era rifiutato di accettare una sconfitta di misura, prima di essere condannato per un progetto di colpo di Stato, ricorda il Buenos Aires Times. Fare di un ricorso il punto di partenza di una delegittimazione duratura sarebbe un rischio per la democrazia brasiliana.
Che cosa cambia per la Francia e l'Europa
Per l'Europa il risultato ha una portata concreta. L'accordo commerciale tra l'Unione europea e il Mercosur, firmato il 17 gennaio in Paraguay, si applica in via provvisoria, secondo The Rio Times, dopo l'annuncio fatto da Ursula von der Leyen a fine febbraio e riportato dal sito agricolo Pleinchamp. Eppure a gennaio il Parlamento europeo lo aveva deferito alla Corte di giustizia dell'Unione, con 334 voti contro 324, per verificarne la conformità ai trattati, come spiega Le Club des juristes. La Francia vi si è opposta in Consiglio, insieme a Irlanda, Polonia, Ungheria e Austria, senza raggiungere una minoranza di blocco.
Con Lula, Bruxelles conserva un interlocutore legato al multilateralismo, ma che difende con fermezza la sovranità brasiliana di fronte a Washington. EUobserver ricordava prima del voto che la deforestazione amazzonica è stata dimezzata durante il suo terzo mandato, contribuendo a un calo del 16,7 % delle emissioni del paese nel 2024.
La nostra analisi
Questo voto è anzitutto una buona notizia per chi crede nel diritto internazionale e nella lotta contro il cambiamento climatico. Un Brasile che protegge l'Amazzonia e rifiuta di schierarsi con un campo contro l'altro resta un partner prezioso per una Francia che difende, dai tempi del generale de Gaulle, una diplomazia indipendente.
Ma questa vittoria non risolve il disaccordo di fondo sul Mercosur. Le preoccupazioni degli agricoltori francesi sono fondate: concorrenza sulla carne, norme sanitarie, pesticidi. Del resto, a settembre Bruxelles ha sospeso alcune importazioni brasiliane di prodotti animali per mancanza di garanzie sufficienti, secondo EUobserver. La risposta giusta non è né la rottura né la rassegnazione, ma il rigore: clausole specchio effettive e controlli reali.
Una domanda aperta
Lula governerà con un Congresso dominato dalla destra e un paese diviso quasi a metà. Saprà la Francia cogliere questo momento per proporre al Brasile un partenariato rinnovato, fondato sul clima e sulla giustizia sociale, ottenendo finalmente garanzie serie per i suoi agricoltori?
Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.
L'autore
La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.
