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Bilancio della previdenza sociale, secondo atto: la Corte dei conti lancia l'allarme, l'Assemblea deve scegliere la giustizia

Nel giorno in cui i deputati aprono il dibattito sul bilancio della Sécurité sociale per il 2027, la Cour des comptes giudica la situazione «altamente pericolosa». Il risanamento è necessario, ma sarà accettato solo se lo sforzo verrà ripartito in modo equo.

Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Di La Rédaction LSRPubblicato il 21 ottobre 2026 alle ore 00:32· 4 min di lettura

Nello stesso giorno sono stati inviati due segnali contrastanti sul futuro della nostra Sécurité sociale. Nel pomeriggio di martedì 20 ottobre, la Cour des comptes ha presentato alle commissioni affari sociali del Parlamento il suo rapporto sulla situazione finanziaria della previdenza sociale. Poche ore dopo, l'Assemblée nationale ha avviato in aula l'esame del disegno di legge di finanziamento della Sécurité sociale (PLFSS) per il 2027, dopo aver respinto una mozione di rigetto presentata da La France insoumise.

I fatti

Secondo Public Sénat, il deficit della Sécurité sociale dovrebbe raggiungere 21,8 miliardi di euro nel 2026, nonostante le misure di contenimento adottate nel corso dell'anno. Il governo punta a 12,7 miliardi nel 2027, come indica il resoconto del Consiglio dei ministri del 1° ottobre. La Cour giudica questo obiettivo indispensabile ma fragile. Secondo Europe 1, che cita l'AFP, Bernard Lejeune, presidente della sesta sezione, ha riassunto la posta in gioco senza giri di parole:

Bisogna rispettarlo. — Bernard Lejeune, Cour des comptes

La Cour ritiene tuttavia che l'ipotesi di crescita dell'1 % sia favorevole e che 8,7 miliardi di risparmi restino incerti, riferisce Public Sénat. Il deficit potrebbe così scivolare verso i 14-16 miliardi. Soprattutto, il debito in capo all'Acoss potrebbe avvicinarsi ai 130 miliardi di euro entro il 2030, una traiettoria che la Cour definisce insostenibile. Bernard Lejeune parla di una situazione «altamente pericolosa».

All'Assemblée, la mozione di rigetto di LFI è stata respinta con 259 voti contro 128, secondo LCP. La sinistra l'ha sostenuta, gli altri gruppi hanno preferito discutere. Il testo era stato bocciato in commissione il 16 ottobre, ma la seduta riparte dalla versione del governo. Il voto solenne è previsto per il 27 ottobre, secondo il calendario pubblicato da NosParlementaires. Il voto sulla parte delle entrate del bilancio dello Stato, inizialmente fissato per lo stesso 20 ottobre, è stato rinviato perché non era stato completato l'esame di oltre 2.800 emendamenti, come ha spiegato LCP.

Le posizioni in campo

Il governo difende un testo di risanamento. Secondo LCP, la ministra della Salute Stéphanie Rist ha invocato «lucidità» e «compromesso», mentre il ministro del Lavoro Jean-Pierre Farandou ha parlato di una legge di «interesse generale». Il resoconto del Consiglio dei ministri sottolinea che la spesa della Sécurité sociale aumenterebbe comunque di 13 miliardi, per effetto dell'invecchiamento. La maggioranza relativa, per voce di Annie Vidal (Ensemble pour la République), ha rifiutato di rinviare il testo senza dibattito.

A sinistra, la critica riguarda la ripartizione dello sforzo. Secondo LCP, il deputato di LFI Hadrien Clouet ha denunciato 12 miliardi di tagli e un «testo di classe», la socialista Béatrice Bellay una «nuova violenza sociale». Il Rassemblement national, per voce di Christophe Bentz, giudica il testo ingiusto ma vuole discuterlo per «limitare i danni».

Le misure in questione sono note. Il governo prevede di limitare al 2 % la crescita dell'obiettivo nazionale di spesa dell'assicurazione malattia, circa 3 miliardi di risparmi sui farmaci, un miliardo sulle assenze per malattia e un congelamento delle prestazioni familiari. L'Union nationale des associations familiales (Unaf) quantifica in 600 milioni di euro il ridimensionamento dell'assegno per il rientro scolastico, che colpirebbe famiglie molto modeste, di cui quasi la metà monoparentali. Il sito specializzato Vidal segnala inoltre 1,2 miliardi di copertura trasferita alle assicurazioni sanitarie integrative.

L'analisi

Va detto con onestà: la Cour des comptes ha ragione nella diagnosi. Un debito sociale che cresce di anno in anno non è un'astrazione contabile. È un peso che lasciamo a chi domani avrà bisogno dell'ospedale, delle pensioni e degli assegni. Il gollismo sociale ha sempre legato la protezione collettiva a conti in ordine. Lasciar correre il debito significa indebolire la Sécurité sociale stessa, e sarebbero i più modesti a pagarne il prezzo se la fiducia dovesse venire meno.

Ma la diagnosi non detta la cura. I deputati che in commissione hanno votato emendamenti che portavano il deficit verso i 21 miliardi, secondo il relatore generale Thibault Bazin citato da Europe 1, hanno dato l'impressione di eludere la questione. Al contrario, chiedere alle famiglie che percepiscono l'assegno per il rientro scolastico di contribuire al risanamento pone una questione di giustizia. Le somme in gioco sono modeste rispetto ai conti sociali, ma pesanti per una famiglia che prepara i figli per settembre.

La scelta non è dunque tra rigore e generosità. È tra uno sforzo cieco, distribuito là dove è più facile tagliare, e uno sforzo giusto, proporzionato alle capacità di ciascuno. La lotta alla frode sociale, da cui il governo si attende circa 300 milioni di euro di entrate, può contribuire. Un maggiore contributo dei redditi da capitale e dei patrimoni più elevati, sostenuto da una parte della sinistra, merita anch'esso di essere esaminato senza tabù, anche se sostenitori e oppositori divergono sul suo reale gettito.

Conclusione

A sei mesi dalle elezioni presidenziali, il Parlamento ha una settimana per dimostrare di saper costruire un compromesso. Ai deputati si apre una strada semplice: rispettare l'obiettivo di deficit fissato dal governo e approvato dalla Cour, ma blindando gli aiuti destinati alle famiglie modeste e cercando risparmi ed entrate là dove pesano meno sulla coesione nazionale. La domanda è rivolta a ogni gruppo: preferisce avere ragione da solo o riuscire insieme?

Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.

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L'autore

La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.