Tetto agli affitti: il Senato concede due anni di proroga, resta da costruire una vera politica
Il Senato ha votato la proroga di due anni del tetto agli affitti, che doveva scadere il 24 novembre, ma senza estenderlo a nuove città. Questa proroga tutela 1,2 milioni di inquilini, a condizione che l'Assemblea nazionale la approvi in tempo e che questi due anni servano finalmente a riformare il dispositivo.
Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Mercoledì 21 ottobre il Senato ha votato, a larghissima maggioranza, la proroga di due anni del tetto agli affitti. Senza questo testo, il dispositivo si sarebbe estinto il prossimo 24 novembre. La palla passa ora all'Assemblea nazionale, che ha un mese per decidere.
I fatti
Secondo Public Sénat, la proposta di legge è stata approvata con 325 voti contro 17. Proroga la sperimentazione nata con la legge Elan del 2018, già rinnovata nel 2022, ma a perimetro invariato: nessun nuovo comune potrà aderire al dispositivo. Secondo il Journal de l'économie, il tetto riguarda circa 70 comuni distribuiti in nove territori, tra cui Parigi, Plaine Commune, Est Ensemble, Lille, Lyon-Villeurbanne, Bordeaux, Montpellier, Grenoble e i Paesi Baschi. Nizza, Tolosa e Strasburgo, che si erano candidate, dovranno attendere.
Il testo votato dai senatori differisce sensibilmente da quello approvato dai deputati. Come riporta Public Sénat, la camera alta ha scartato la stabilizzazione definitiva voluta dall'Assemblea e soppresso il limite del 20 % al supplemento di canone. Ha invece fissato un termine unico di un anno per contestare un affitto eccessivo o un supplemento abusivo, rafforzato il monitoraggio dei canoni tramite la dichiarazione fiscale dei proprietari e permesso agli enti locali che lo desiderano di uscire dal dispositivo prima della scadenza.
La posta in gioco è tutt'altro che marginale. Secondo Localtis, la testata della Banque des Territoires, 1,2 milioni dei 7,7 milioni di inquilini del settore privato vivono in una zona soggetta al tetto.
Le posizioni in campo
Il dibattito è stato alimentato da un rapporto della Cour des comptes pubblicato il 14 ottobre. Secondo Localtis, la Corte giudica fragili i fondamenti metodologici del dispositivo: i tre criteri utilizzati per fissare i canoni di riferimento spiegherebbero in media solo il 48 % delle differenze di affitto osservate. Rileva inoltre una distorsione a danno degli alloggi piccoli, un regime del supplemento di canone mal definito e procedure di ricorso troppo complesse per gli inquilini. Propone due opzioni: prorogare riformando in profondità, oppure tornare a una regolazione dell'aumento dei canoni in corso di contratto e alla nuova locazione.
A destra la diffidenza resta reale, senza arrivare al rifiuto. Il senatore LR Laurent Somon ritiene, secondo Public Sénat, che restino due anni per disporre di criteri oggettivi. Il suo collega Max Brisson ha chiesto di inviare un messaggio di fiducia ai proprietari. L'argomento merita di essere ascoltato: senza locatori privati, l'offerta di affitti si ridurrebbe. Il ministro dell'Edilizia abitativa, Vincent Jeanbrun, ha accettato la proroga solo per i comuni già interessati, secondo il Journal de l'économie, pur restando personalmente contrario al dispositivo e chiedendo una valutazione più solida. La stessa testata indica che il Rassemblement national è stato l'unico gruppo a votare contro.
A sinistra prevale il sollievo, ma è misurato.
C'è bisogno di sanzioni, Ian Brossat, senatore comunista, citato da Public Sénat
Il parlamentare parigino vede nel compromesso un modo per evitare il peggio, pur giudicandolo minimalista. La senatrice socialista Viviane Artigalas avrebbe preferito una proroga di tre anni. Il deputato socialista Iñaki Echaniz, autore del testo iniziale, ha dichiarato che difenderà all'Assemblea la versione del Senato.
L'analisi
Le critiche della Cour des comptes vanno prese sul serio. Un dispositivo che riguarda più di un milione di famiglie deve poggiare su dati affidabili e regole chiare. Ma queste critiche riguardano il metodo, non il principio. Gli studi citati da Localtis vanno tutti nella stessa direzione, in misura diversa: una moderazione dal 2 al 4 % in due anni e mezzo secondo alcuni ricercatori, circa il 5 % a Parigi tra il 2019 e il 2025 secondo l'Atelier parisien d'urbanisme, nessun effetto significativo altrove secondo l'osservatorio Clameur. Per un monolocale parigino, uno scarto di pochi punti rappresenta decine di euro al mese, sottratti ai bilanci più ristretti.
La tradizione gollista non ha mai confuso libertà economica e assenza di regole. La casa non è un bene come gli altri: condiziona l'accesso al lavoro, agli studi, alla vita familiare. Quando gli affitti delle grandi metropoli spingono infermiere, insegnanti o studenti verso periferie sempre più lontane, è la coesione nazionale a indebolirsi. Lo Stato svolge il suo ruolo quando fissa dei limiti.
La scelta del Senato presenta tuttavia un limite evidente. Congelare la mappa per due anni significa negare ai sindaci di Nizza, Tolosa o Strasburgo uno strumento che chiedono, proprio mentre la libera amministrazione degli enti locali è un valore che la camera alta difende volentieri. E prorogare senza riformare significa rinviare a dopo le presidenziali una decisione che tutti sanno inevitabile.
Infine, un tetto senza controlli resta una promessa fragile. Il termine di un anno per contestare un affitto abusivo è un progresso reale. Ma finché l'onere della prova e dell'iniziativa ricadrà su inquilini spesso poco informati, la regola sarà applicata in modo diseguale.
Conclusione
Con ogni probabilità, l'Assemblea dovrebbe approvare il testo del Senato senza modifiche per evitare un vuoto giuridico al 24 novembre. Sarebbe saggio. Ma questi due anni di proroga non devono andare sprecati. Il governo potrebbe avviare fin da ora la riforma chiesta dalla Cour des comptes: rendere affidabili i dati, chiarire il supplemento di canone, attribuire alle prefetture un vero potere sanzionatorio. La domanda posta ai parlamentari è semplice: vogliono soltanto prorogare una sperimentazione, o costruire finalmente una politica duratura per la casa a prezzi accessibili?
Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.
L'autore
La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.
