LSR

Sabato 31 ottobre: Nuñez teme una notte di violenze, lo Stato deve proteggere senza confiscare la piazza

In un telegramma ai prefetti, il ministro dell'Interno giudica «molto elevato» il rischio di violenze urbane la sera di Halloween e sospende i riposi delle forze dell'ordine. Il giorno prima, la giustizia amministrativa aveva sospeso il coprifuoco per i minori a Parigi, ricordando che la fermezza deve restare proporzionata.

Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Di La Rédaction LSRPubblicato il 29 ottobre 2026 alle ore 19:31· 4 min di lettura
L'hôtel de Beauvau, siège du ministère de l'Intérieur, place Beauvau à Paris (septembre 2010).
L'hôtel de Beauvau, siège du ministère de l'Intérieur, place Beauvau à Paris (septembre 2010). — Credito : Photo : Croquant, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

I fatti

Il ministro dell'Interno si prepara a un sabato ad alta tensione. In un telegramma firmato mercoledì 28 ottobre e consultato giovedì dall'AFP, Laurent Nuñez avverte i prefetti, i prefetti di zona e il prefetto di polizia di Parigi che il rischio di violenze urbane sarà «molto elevato» sabato 31 ottobre, sera di Halloween, dall'inizio della serata fino a notte fonda.

Secondo Actu17, il ministro afferma di aver individuato sui social network numerosi appelli a radunarsi nei centri cittadini. Chiede un'attenzione particolare alle piazze pubbliche a partire dalle 20 e teme cortei non autorizzati. Secondo l'AFP, reclama un dispositivo «potente, reattivo e agile» e ha approvato la sospensione dei riposi di poliziotti e gendarmi dove necessario, per portare il loro tasso di disponibilità al 75%. Europe 1 indica che le misure previste possono arrivare fino al coprifuoco. Franceinfo, citata da Actu17, riferisce che le forze di sicurezza temono anche attacchi contro edifici pubblici.

Questo telegramma arriva dopo due sabati agitati. Il 17 ottobre, una mobilitazione nazionale per il potere d'acquisto è stata segnata da violenze e saccheggi, ed Emmanuel Macron ha riconosciuto una mancanza di anticipazione, ricorda l'AFP. Il 24 ottobre, circa 410.000 persone hanno manifestato in Francia secondo il ministro, 1.435 persone sono state fermate e 267 poliziotti e gendarmi sono rimasti feriti. Laurent Nuñez aveva allora giudicato la giornata «sotto controllo». Il movimento, nato a metà settembre nei licei della periferia parigina, unisce secondo l'AFP la difesa del potere d'acquisto, quella dei servizi pubblici e le rivendicazioni di liceali e studenti universitari. Le organizzazioni dei liceali hanno invitato a proseguire la mobilitazione il 31 ottobre e il 5 novembre.

Un altro fatto pesa sul dibattito. Mercoledì 28 ottobre, il tribunale amministrativo di Parigi ha sospeso, su richiesta dell'associazione Vigie Liberté, il coprifuoco imposto ai minori dalle 21 alle 6 in diversi settori della capitale da un'ordinanza del 19 ottobre. Secondo Le Club des Juristes, il giudice vi ha ravvisato una lesione grave e manifestamente illegittima della libertà di circolazione, in assenza di elementi precisi che dimostrassero un rischio specifico legato ai minori. Ha invece mantenuto i perimetri di divieto dei raduni spontanei e il divieto di trasportare determinati equipaggiamenti, come mascherine o soluzione fisiologica.

Le posizioni in campo

Il governo richiama una realtà che non si può ignorare: negozi saccheggiati, centinaia di membri delle forze dell'ordine feriti, appelli online che secondo il ministro non lasciano dubbi sulle intenzioni dei loro autori. Proteggere le persone e i beni è la prima missione dello Stato, e non si può rimproverare a un ministro di anticipare. La stessa preoccupazione ispira un altro annuncio: secondo Europe 1, la portavoce del governo, Maud Bregeon, ha indicato che l'esecutivo faciliterà l'apertura domenicale dei negozi fino a Natale per aiutare i commercianti colpiti a recuperare le perdite.

Dall'altra parte, le preoccupazioni riguardano il metodo. I liceali accusano le forze dell'ordine di violenze, mentre Laurent Nuñez difende un'azione proporzionata, riferisce l'AFP. Sempre secondo l'AFP, il sindaco di Rouen si è rivolto alla giustizia dopo un video che mostra una granata esplodere vicino a un bambino di cinque anni. La France insoumise, dal canto suo, denuncia raduni che definisce «neofascisti» previsti questo fine settimana a Parigi e in periferia. Infine, la decisione del tribunale amministrativo ricorda che l'urgenza non dispensa l'amministrazione dal giustificare le proprie restrizioni.

L'analisi

Bisogna tenere insieme le due cose. Una Repubblica che lascia saccheggiare i suoi centri cittadini abbandona per primi i più modesti: il piccolo commerciante senza riserve, l'abitante del quartiere, il poliziotto sfinito. Ma una Repubblica che risponde a una rabbia sociale con il solo vocabolario dell'ordine pubblico sbaglia diagnosi. Il movimento è nato in licei a cui mancano insegnanti e mezzi, e si è allargato al caro vita. Sono richieste di servizi pubblici e di giustizia sociale, non minacce da neutralizzare.

La tradizione gollista ha sempre legato l'autorità dello Stato alla sua legittimità. L'autorità non si misura dal numero di ordinanze, ma dalla loro giustezza. Il giudice amministrativo lo ha ricordato con sobrietà: una misura generale che colpisce tutti i minori di un quartiere senza una dimostrazione precisa del pericolo non è fermezza, è imprecisione. Distinguere i violenti dai manifestanti pacifici è la condizione perché la forza pubblica resti rispettata.

C'è anche una questione di calendario. A sei mesi da un'elezione presidenziale confermata per il 18 aprile e il 2 maggio, ogni sabato di tensione alimenta chi prospera sul disordine. Il miglior baluardo contro di loro resta uno Stato al tempo stesso fermo sulle violenze e attento alle cause.

E adesso?

Sabato sera, la priorità deve restare la protezione di tutti: dei negozi come dei cortei pacifici, dei poliziotti come degli adolescenti. Si può proporre una regola semplice: ogni misura restrittiva adottata da qui al 5 novembre dovrebbe essere motivata pubblicamente, limitata nel tempo e nello spazio, e accompagnata da un bilancio presentato al Parlamento. Resta una domanda che il governo non potrà eludere a lungo: quanti sabati serviranno prima di aprire un vero negoziato sulla scuola e sul potere d'acquisto?

Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.

Partager

L'autore

La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.