Extraprofitti, il seguito: Total raddoppia gli utili, l'esemplarità non basta più, serve una regola
TotalEnergies annuncia un utile netto di circa 7,45 miliardi di euro nel terzo trimestre, più del doppio di un anno fa, mentre il gasolio supera i 2,35 euro al litro. Il governo chiede «esemplarità», la sinistra il blocco dei prezzi, il RN un taglio dell'IVA: resta da fissare una regola giusta.
Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese
Il dato è arrivato giovedì 29 ottobre e ha subito acceso il dibattito. TotalEnergies ha pubblicato per il terzo trimestre 2026 un utile netto di 8,3 miliardi di dollari, ossia circa 7,45 miliardi di euro, secondo Planet.fr e LCP. È più del doppio dello stesso trimestre del 2025, quando il gruppo aveva registrato 3,7 miliardi di dollari. Nello stesso tempo, secondo le stesse fonti, il gasolio supera in media i 2,35 euro al litro in Francia, mentre le stazioni del gruppo lo limitano a 2,25 euro.
I fatti
Secondo il sito specializzato L'Automobiliste, l'utile netto rettificato raggiunge i 9,1 miliardi di dollari, in crescita del 128 % su base annua. Il Brent si è attestato in media intorno ai 97 dollari al barile nel trimestre, contro i 69 dollari di un anno prima. Il ramo raffinazione e chimica avrebbe generato 3,5 miliardi di dollari di risultato operativo, contro 687 milioni un anno prima, e i margini di raffinazione europei sarebbero quadruplicati.
L'amministratore delegato Patrick Pouyanné, nel comunicato del gruppo riportato da Planet.fr, attribuisce questi risultati ai prezzi elevati, a margini di raffinazione a livelli storici, nonché al modello integrato e alla diversificazione geografica dell'azienda. Il contesto è noto: la guerra in Medio Oriente spinge i prezzi al rialzo dalla primavera.
Lo Stato, da parte sua, immette sul mercato 10 milioni di barili delle sue scorte strategiche a partire dal 1° novembre, secondo Planet.fr e L'Automobiliste. Il governo si attende un calo da 12 a 18 centesimi al litro, a condizione che il vantaggio sia interamente trasferito alla pompa.
Le posizioni in campo
Il governo rifiuta lo scontro. La sua portavoce, Maud Bregeon, ha dichiarato su BFMTV che non bisognava «sprofondare nel Total bashing», riferisce LCP, e che la Francia era fortunata ad avere un grande gruppo petrolifero in piena crisi. Chiede però all'azienda di essere «esemplare»: trasferire al ribasso il beneficio della liberazione dei barili e mantenere il tetto ai prezzi per tutto il tempo necessario.
Questa posizione ha una sua coerenza. Il mercato della distribuzione è aperto alla concorrenza e il gruppo è quotato in Borsa; l'esecutivo punta quindi sulla pressione pubblica piuttosto che sulla costrizione, sottolinea Planet.fr. TotalEnergies, da parte sua, ha sostenuto in una dichiarazione pubblicata in primavera che la maggior parte dei suoi profitti petroliferi e del gas è realizzata e tassata nei paesi produttori, e che una tassa supplementare in Francia equivarrebbe, a suo avviso, a una doppia imposizione. Il gruppo afferma di versare in media 25 miliardi di dollari di imposte all'anno nel mondo dal 2022.
A sinistra, la risposta è frontale. La deputata di La France insoumise Aurélie Trouvé ha chiesto su X che il governo «blocchi i prezzi», seguita da Manuel Bompard, mentre Danièle Obono chiede di «tassare gli extraprofitti», secondo LCP. Il Rassemblement national sceglie un'altra prospettiva: Marine Le Pen ha definito «insopportabile» un'osservazione del ministro dell'Economia Roland Lescure sulla fiscalità dei carburanti, e il deputato Julien Odoul promette di ridurre l'IVA sui carburanti dal 20 % al 5,5 %.
L'analisi
Occorre innanzitutto riconoscere un argomento del governo: disporre di un campione energetico nazionale è un punto di forza per la sovranità, e il tetto applicato nelle stazioni del gruppo ha un costo reale, che lo stesso Patrick Pouyanné ha stimato su Public Sénat in circa 500 milioni di euro entro la fine dell'anno. Ma un rapporto parlamentare condotto a luglio dal deputato socialista Philippe Brun riteneva, secondo LCP, che questo tetto rientrasse in una «strategia commerciale» volta ad attirare clienti, e non in un gesto disinteressato. Rapportato a un utile di oltre 7 miliardi di euro in un solo trimestre, lo sforzo appare modesto.
Il forte taglio dell'IVA proposto dal RN andrebbe a vantaggio di tutti gli automobilisti senza distinzione di reddito e priverebbe lo Stato di entrate proprio mentre il bilancio 2027 fatica a trovare una maggioranza. Il blocco generale dei prezzi sostenuto da LFI si scontra con altri limiti: non è mirato alle famiglie più esposte e pone il problema delle stazioni indipendenti, già indebolite.
Resta il nocciolo della questione, che l'appello all'esemplarità non risolve. Quando una crisi geopolitica trasferisce miliardi dalle famiglie ai conti di un'impresa, la questione non è morale ma politica: chi paga la guerra? Il gollismo sociale ha sempre sostenuto che l'interesse generale prevale sulle rendite di posizione, e che lo Stato non è un semplice commentatore del mercato. Il rapporto Brun proponeva già piste precise: un contributo sui profitti eccezionali, una tassazione temporanea adeguata al prezzo del carburante e un aiuto meglio mirato ai lavoratori rurali a basso reddito. Il rapporto rilevava che a metà giugno l'indennità di 100 euro era stata richiesta solo da 700.000 dei 2,9 milioni di beneficiari allora aventi diritto: un dispositivo rimborsato a posteriori non risolve le difficoltà di fine mese.
Conclusione
Chiedere a TotalEnergies di essere esemplare è un auspicio; fissare la regola è un dovere. Invece di scegliere tra compiacenza e invettiva, il governo potrebbe proporre, nell'ambito del bilancio in discussione, un contributo temporaneo sui profitti di raffinazione realizzati in Francia, interamente destinato a un aiuto per il carburante mirato alle famiglie a basso reddito che non hanno altra scelta che l'automobile. La solidarietà nazionale non dovrebbe dipendere dalla buona volontà di un consiglio di amministrazione.
Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.
L'autore
La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.
