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«Tassa sulle sommosse»: far pagare ogni assicurato non è solidarietà nazionale

Dopo le violenze del 17 e 18 ottobre, il governo vuole applicare da gennaio una sovrattassa sulle assicurazioni casa e auto per indennizzare i danni delle sommosse. L'intenzione di mutualizzare il rischio è giusta, ma il conto, uniforme e deciso senza un vero dibattito, dovrebbe ricadere sul bilancio dello Stato ed essere accompagnato da uno sforzo di prevenzione.

Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Di La Rédaction LSRPubblicato il 30 ottobre 2026 alle ore 11:29· 4 min di lettura

Il 1° gennaio 2027, una riga in più potrebbe comparire negli avvisi di scadenza delle assicurazioni casa e auto. Dopo le violenze del 17 e 18 ottobre, il governo vuole rendere applicabile al più presto la garanzia «sommosse» approvata nella legge finanziaria per il 2026. Il dispositivo, che i suoi avversari chiamano già «tassa sulle sommosse», divide persino il blocco centrale e la destra.

Che cosa è previsto

Secondo Public Sénat, il meccanismo figura all'articolo 171 della legge finanziaria per il 2026, promulgata a febbraio. Era stato introdotto al Senato con un emendamento del governo, identico a quello del relatore generale Jean-François Husson (LR), poi adottato all'Assemblea grazie all'articolo 49.3. Prevede una sovrattassa di solidarietà sui contratti di assicurazione casa e auto, con un tetto dell'1,5% dei premi. Alimenterebbe un fondo di mutualizzazione, gestito con la Caisse centrale de réassurance e sostenuto da una garanzia dello Stato con un tetto di 3,25 miliardi di euro.

Secondo Europe 1, l'aliquota allo studio sarebbe dello 0,8%, per un fondo di circa 400 milioni di euro, e il prelievo potrebbe riguardare anche i contratti delle imprese. Il dispositivo coprirebbe solo le sommosse future, non quelle di ottobre. Nulla è ancora definitivo: Public Sénat indica che i decreti sono attesi a dicembre e devono passare dal Conseil d'État, e il sito specializzato WEKA ricorda che è necessario anche il via libera di Bruxelles in materia di aiuti di Stato.

L'urgenza finanziaria, invece, è reale. Secondo una stima dell'agenzia Morningstar DBRS ripresa da Économie Hebdo, le perdite assicurate delle due giornate di ottobre raggiungerebbero 1,2 miliardi di euro, contro quasi 800 milioni per gli otto giorni di sommosse dell'estate 2023. Il ministro del Commercio, Serge Papin, ha parlato di almeno 3.000 negozi danneggiati.

Le posizioni in campo

I sostenitori del testo avanzano un argomento serio. Come ricorda Le Club des juristes, il Codice delle assicurazioni esclude per impostazione predefinita le sommosse, salvo clausola contraria. Se gli assicuratori si ritirano da questo rischio, saranno i commercianti, gli abitanti e i comuni più esposti a restare senza protezione. Jean-François Husson ha giudicato la proposta «molto adeguata», secondo Public Sénat. Il deputato del MoDem Philippe Vigier invoca l'urgenza: bisogna poter ricostruire in fretta, ha spiegato a Europe 1. La SMACL, assicuratore storico degli enti locali, sostiene da parte sua un fondo sul modello del regime delle catastrofi naturali, secondo WEKA. Quanto al ministro dell'Economia, Roland Lescure, rifiuta la parola tassa e parla di solidarietà tra assicuratori.

Gli oppositori sono numerosi e non vengono tutti dalla stessa parte. Il deputato Philippe Juvin (LR) ritiene che «non sia sano» far pagare agli assicurati il rischio di sommosse. Laurent Wauquiez aveva parlato di «tassa sui vandali». Emendamenti di soppressione erano stati presentati da una parte del gruppo Droite républicaine, dal RN, dal MoDem e da Horizons, ma il 49.3 ha impedito che fossero discussi, riferisce Public Sénat. Sul fronte degli assicuratori, l'amministratore di Generali France, Jean-Laurent Granier, aveva scritto su Les Échos che il loro ruolo è «assicurare, non garantire l'irresponsabilità», come cita WEKA. Per strada, un sondaggio informale di Europe 1 a Lione mostra soprattutto un senso di ingiustizia, senza valore statistico.

L'analisi

Bisogna innanzitutto riconoscere ciò che questo dispositivo ha di giusto nella sua intenzione. Lasciare soli di fronte alla distruzione un fornaio di quartiere o un piccolo comune, perché il mercato non vuole più coprire questo rischio, sarebbe un abbandono. La mutualizzazione è un'idea solidale, e il regime delle catastrofi naturali ha dato prova della sua efficacia.

Ma il metodo pone tre problemi. Il primo è di principio. Garantire l'ordine pubblico è la missione primaria dello Stato. Quando non ci riesce, spetta alla solidarietà nazionale, cioè al bilancio e all'imposta progressiva, assumerne le conseguenze, non a una sovrattassa identica per tutti che non tiene alcun conto dei redditi. Una famiglia modesta e una famiglia agiata pagherebbero la stessa percentuale sul proprio contratto.

Il secondo riguarda la democrazia. Un prelievo che toccherà tutti i contratti casa e auto è stato adottato senza che i deputati potessero discuterne, e la sua aliquota definitiva deve ancora essere precisata dai decreti. Per una misura così visibile, è troppo poco.

Il terzo è una dimenticanza: la prevenzione. La SMACL stima, secondo WEKA, che un euro investito in prevenzione può farne risparmiare otto in sinistri futuri. Eppure i premi assicurativi dei comuni sono aumentati del 43% tra il 2020 e il 2024, secondo l'Observatoire des finances et de la gestion locales citato dallo stesso sito. Finanziare la riparazione senza investire nei quartieri, nell'istruzione e nella presenza dei servizi pubblici significa condannarsi a pagare di nuovo.

Infine, contrapporre questa sovrattassa al progetto «casseurs-payeurs» (chi rompe paga) ha poco senso. Far pagare gli autori dei danni è legittimo, ma con un tetto di 10.000 euro a persona secondo WEKA, non basterà a coprire un miliardo di euro di danni.

Un'altra strada

Il Parlamento sta esaminando il bilancio 2027, la cui parte sulle entrate deve essere votata il 3 novembre all'Assemblea, secondo NosParlementaires. È l'occasione per riprendere il controllo: iscrivere l'aliquota nella legge anziché in un decreto, far sostenere una parte del fondo dal bilancio dello Stato e affiancarvi un fondo di prevenzione per i comuni più esposti. La solidarietà di fronte alle sommosse è necessaria. Resta da capire se sarà nazionale e giusta, o semplicemente prelevata dalla quietanza di ciascuno.

Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.

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L'autore

La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.