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Ucraina: Helsinki e Oslo chiamano Putin, l'Europa deve finalmente scegliere chi parla a suo nome

Il presidente finlandese e il primo ministro norvegese hanno parlato novanta minuti con Vladimir Putin, una prima volta per alleati di Kiev dall'estate 2025. Criticata da Copenaghen, l'iniziativa mette l'Unione con le spalle al muro prima della ripresa dei colloqui di Abu Dhabi.

Traduzione di un articolo pubblicato originariamente in francese. Leggi in francese

Di La Rédaction LSRPubblicato il 28 ottobre 2026 alle ore 05:35· 4 min di lettura

Per la prima volta dalla telefonata di Emmanuel Macron del luglio 2025, leader di Paesi alleati dell'Ucraina hanno parlato direttamente con Vladimir Putin. Il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre lo hanno chiamato martedì 27 ottobre da Helsinki. L'iniziativa ha subito riaperto una questione che l'Europa rinvia da mesi: chi parla a suo nome?

I fatti

Secondo il comunicato della presidenza finlandese, la telefonata è stata fatta su iniziativa dei due leader, in consultazione con l'Ucraina, e prosegue un incontro tenutosi a Oslo il 20 ottobre. Secondo Le Grand Continent, quell'incontro aveva riunito Volodymyr Zelensky e gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. The Moscow Times riferisce che Steve Witkoff si è poi recato a San Pietroburgo per riferire a Vladimir Putin su quei colloqui.

Lo scambio è durato circa novanta minuti, secondo EUobserver. Helsinki parla di messaggi trasmessi in vista di futuri negoziati, in relazione a incontri previsti ad Abu Dhabi, nonché della sicurezza nel Mar Baltico e nel Grande Nord. Alexander Stubb ha definito la discussione "franca e sostanziale". Jonas Gahr Støre afferma di aver insistito sulla de-escalation. I due hanno precisato di parlare a nome dei rispettivi Paesi, e non dell'Europa.

Il resoconto del Cremlino, ripreso da The Moscow Times ed Euronews, ha un altro tono. Vladimir Putin vi richiama quelle che presenta come le "cause profonde" della guerra e accusa le politiche dei Paesi dell'Unione europea e della NATO di prolungare le ostilità. Secondo EUobserver, non ha fatto alcuna concessione, in particolare sui territori ucraini rivendicati da Mosca. Il Cremlino si dice tuttavia pronto a riprendere a novembre, ad Abu Dhabi, i colloqui con la mediazione americana, senza una data fissata.

Dopo la telefonata, i due leader nordici hanno informato Volodymyr Zelensky. Secondo The Moscow Times, il presidente ucraino chiede gesti concreti di de-escalation, in particolare sugli attacchi contro le infrastrutture energetiche prima dell'inverno.

La Russia deve smettere di trascinare la guerra. — Volodymyr Zelensky

Le posizioni in campo

La critica più netta è arrivata da Copenaghen. Secondo EUobserver, la prima ministra danese Mette Frederiksen afferma che la telefonata non era stata coordinata con nessun alleato. Citata da LaPresse, aggiunge: "Non so cosa pensino di poter ottenere in questo modo." Ricorda l'importanza che gli europei restino uniti di fronte a Mosca.

Gli interessati danno un'altra versione. Secondo il sito ucraino LIGA.net, Alexander Stubb assicura che la telefonata è stata preparata con Kiev e Washington, e che i Paesi nordici erano stati avvisati. Euronews indica, da parte sua, che la Commissione e il Consiglio europeo sarebbero stati informati in anticipo, e che Bruxelles sta preparando una squadra comune per portare la posizione dell'Unione nei negoziati.

Gli argomenti di chi difende l'iniziativa meritano ascolto. Lasciare Washington da sola di fronte a Mosca significa rischiare un accordo negoziato senza gli europei, quando è in gioco la loro sicurezza. La Finlandia condivide più di 1.300 chilometri di confine con la Russia, la Norvegia un confine artico: il loro interesse per un canale diretto non ha nulla di capriccioso. Al contrario, gli scettici sostengono che Mosca cerchi di dividere. Citato da Le Grand Continent, l'analista finlandese Henri Vanhanen ritiene che il Cremlino potrebbe sfruttare questi contatti per approfondire i disaccordi europei. Il consigliere del Cremlino Jurij Ušakov ha del resto dichiarato il 25 ottobre, secondo la stessa fonte, di voler dialogare con l'Europa nel suo insieme.

L'analisi

Entrambi i campi hanno in parte ragione, ed è proprio questo il problema. Il dialogo con un avversario non è una debolezza: la tradizione gollista ha sempre saputo parlare con Mosca senza cedere nulla sull'essenziale. Ma un dialogo utile presuppone un mandato, una linea comune e una parola che impegni. Due leader che precisano di non parlare per l'Europa possono trasmettere messaggi; non possono negoziare per essa.

Eppure il calendario si stringe. Se il ciclo di Abu Dhabi riprende a novembre, i termini di un eventuale cessate il fuoco saranno discussi tra Washington, Kiev e Mosca. Le Grand Continent riferisce, citando il Telegraph, che circolerebbero diversi nomi per rappresentare l'Europa: Giorgia Meloni, Alexander Stubb, Jonas Gahr Støre, Petr Pavel e Mette Frederiksen. Nulla è deciso. Ogni settimana di esitazione aumenta il rischio che l'Europa scopra un accordo invece di scriverlo.

Per la Francia, la posta in gioco è duplice. Dal 2022 Parigi sostiene l'idea di un'Europa capace di garantire la propria sicurezza; non può accontentarsi di vedere la diplomazia europea frammentarsi in iniziative nazionali. E il diritto internazionale deve restare la bussola: nessuna pace duratura può fondarsi sul riconoscimento di conquiste ottenute con la forza, né dimenticare i civili ucraini che affrontano un nuovo inverno sotto i bombardamenti.

Conclusione

La telefonata di Helsinki ha almeno un merito: costringe l'Europa a uscire dall'ambiguità. Invece di rimproverare ai nordici di aver preso l'iniziativa, i Ventisette dovrebbero designare rapidamente, insieme alla Norvegia e al Regno Unito, una squadra negoziale dotata di un mandato chiaro e approvato dai capi di Stato e di governo. La Francia ha tutte le ragioni per spingere verso questa soluzione. Resta una domanda aperta: l'Europa riuscirà ad accordarsi prima di Abu Dhabi, o lascerà che altri fissino le condizioni della propria sicurezza?

Articolo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale.

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L'autore

La Rédaction LSR — La rédaction de LSR Media.